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Sulcis: operaio Alcoa non scende dal silos. Fornero gela lavoratori

Dalle profondità della terra al cielo la protesta del Sulcis continua. Uno dei tre operai dell'ALCOA a Portovesme, in Sardegna, che vive da tre giorni all'addiaccio su un silos alto 70 metri si è sentito male. Ha rifiutato dopo essere visitato da un medico di scendere. Elsa Fornero intanto aggiunge gelo al freddo della crisi.

Se i minatori della Carbosulcis hanno "vinto" (le virgolette sono d'obbligo) stando a -373 metri sotto terra, tre coraggiosi operai sperano di "vincere" stando sopra un silos dell'acqua nella fabbrica ALCOA di Portovesme a 70 metri dal suolo. Dopo tre notti all'addiaccio, un operaio però si è sentito male e, raggiunto da un medico (altrettanto coraggioso) poche ore fa, ha deciso di non scendere e di rimanere a protestare. Sul silos dell'ALCOA non a caso i tre operai hanno appeso uno striscione con la scritta "DISPOSTI A TUTTO". Oltretutto scendere dall'enorme struttura non è un' impresa semplice, soprattutto quando si sta male, ed i colleghi operai pensano che, in caso di emergenza, servirà un elicottero per un eventuale soccorso. Intanto Elsa Fornero, mentre al MISE si vocifera che oltre a Glencore ci potrebbe anche essere Klesch a voler rilevare lo smelter di Portovesme (quindi addirittura, ora, la "fila"), gela i lavoratori del Sulcis. A margine della conferenza UE sull'occupazione, il Ministro del Lavoro ha mostrato di comprendere la situazione "umana" dei lavoratori dell'ILVA e dell'ALCOA, ma ha specificato: "sarebbe sbagliato dire che noi garantiremo i posti di lavoro". Elsa Fornero sottolinea, come è abituale per il governo dei tecnici, il lato "economico" della vertenza: "Del resto in passato la difesa dei singoli posti di lavoro, anche economicamente non attivi, ha portato a gravi sprechi di risorse". Il vescovo di Iglesias Giovanni Paolo Zedda invita a pregare e a "rinnovare l'impegno a una corresponsabilità, di ciascuno per la propria parte, nell'affrontare la crisi". Ugo Cappellacci, presidente della Regione Sardegna afferma sulla crisi del Sulcis: "Per salvaguardare l'occupazione e rilanciare una realtà strategica per l'Italia come Portovesme occorre fare tutto il possibile e, qualora fosse necessario, anche l'impossibile". Anche la politica sarda quindi srotola lo striscione "DISPOSTI A TUTTO". Ma in pochi ci credono, naturalmente.

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