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Sardegna: stop radar a Tresnuraghes. Paura per "effetti citotossici"

In Sardegna il ricorso al Tar del Comune di Tresnuraghes viene accolto. Intanto il Comitato No Radar va avanti mentre uno "speciale" sul poligono di Quirra di RaiNews (di Flaviano Masella e Angelo Saso), mette in luce gli effetti "citotossici" dei radar a sole 24 ore di "esposizione".

La battaglia dei cittadini contro progetti che potrebbero minare la salute e l'integrità dell'ambiente continua in tutta Italia. Sembra che in questo periodo storico la fiducia verso le "grandi opere" o i progetti "a scatola chiusa" di cui non si può avere un controllo diretto e un "feedback" trasparente, sia pari a zero, visti gli scandali e le tragedie ambientali (e umane) che, in Italia e nel mondo, hanno spesso contraddistinto questi "progetti". Dalla Val di Susa, con la battaglia pacifica e nonviolenta contro la TAV (ogni episodio violento è da condannare ed è condannato innanzitutto dai promotori della protesta), anche in Sardegna cresce l'inquietudine per la volontà, da parte dello Stato, di installare dei radar "anti-immigrati" (chiamati ormai anche "anti-clandestini") che non possono che mettere in allarme la popolazione della Sardegna. Come riassumeva Lagambiente Sardegna (http://is.gd/2ekYMy) per ribadire il suo fermo "no" all'installazione dei radar nell'isola dei Quattro mori: "Le aree individuate sono: Capo Pecora a Fluminimaggiore, Capo Sperone a Sant'Antioco, Punta Foghe a Tresnuraghes, l'Argentiera nel comune di Sassari, tutte zone di alta valenza ambientale, paesaggistica e naturalistica tutelate dal PPR". Continua Legambiente: "I quattro radar previsti in Sardegna fanno parte di un progetto nazionale che comprende in totale 18 installazioni dislocati nelle regioni del centro e del sud d'Italia". Per scongiurare l'installazione dei radar "anti-migranti" in Sardegna si sono formati dei comitati, i "Comitati No-Radar", appunto, che con proteste, sit-in (e vere e proprie "presenze" quotidiane sui siti "in pericolo"), sorvegliano che non siano montati questi marchingegni. Anche i Comuni sono in prima linea per il "no" all'installazione, ed uno dei più "attivi", cioè quello di Tresnuraghes, ha appena ottenuto la prima vittoria "legale" di questa grande "guerra". Il Comune di Tresnuraghes infatti aveva fatto ricorso al TAR sulla costruzione del radar sul suo territorio e il tribunale ha risposto, qualche giorno fa, che "il Collegio specifica che il Comune, quale ente esponenziale della comunità territoriale, è legittimato a far valere in giudizio il diritto alla salute e all'incolumità fisica dei propri abitanti, nonché il diritto, proprio della collettività locale, alla salubrità dell'ambiente; considerato, infine, che sussiste con evidenza il requisito del pregiudizio grave ed irreparabile atto a consentire l'intervento cautelare di questo Giudice". Il tribunale ha fissato una nuova camera di consiglio per il 5 ottobre, e la battaglia del Comitato No Radar va avanti. Si legge sull'Unione Sarda (http://is.gd/dUTiqh) una dichiarazione di Graziano Bullegas di Italia Nostra: "Non sappiamo cosa queste onde possano causare, ma deve essere salvaguardato il principio della precauzione. Sono mancati, poi, studi approfonditi da parte dell'Arpas quando ha istruito le istanze della Guardia di Finanza. Ora ci dicono che non hanno più i soldi, ma hanno ammesso che vogliano accedere ad un altro canale di finanziamenti. Dunque la protesta continua". La preoccupazione in Sardegna per le "ricadute" sulla salute dei radar crescono sempre di più, anche dopo la nuova inchiesta di RaiNews (a cura di Maurizio Torrealta) di Flaviano Masella e Angelo Saso dal titolo "Esercitazioni pericolose. Quirra e altri poligoni sotto accusa". L'inchiesta di RaiNews difatti racconta come i militari si siano "ammalati lavorando anche nei poligoni senza essere mai stati in campo di battaglia" rivelando anche dei dati inquietanti sui radar. Al minuto 6.43 del video (http://is.gd/zrPskw) il giornalista dice che: "La procura di Lanusei ha emesso anche un decreto di sequestro probatorio di 12 radar fissi più uno mobile del poligono di Quirra. E' un nuovo filone che si aggiunge agli altri nella delicata indagine sul possibile inquinamento del poligono più grande d'Europa". Poi il documentario prosegue con un'intervista a Fiorenzo Marinelli, Ricercatore Ist. Genetica Molecolare CNR, che parla degli effetti "citotossici" dei radar. L'intervista è "attaccata" alla notizia del sequestro dei radar di Quirra, ma, a onor del vero, non si comprende bene dal documentario in che zona d'Italia sia il radar che ha prodotto gli effetti notati dal ricercatore del CNR nello specifico (possiamo solamente azzardare, da una schermata del video, che sia "Potenza Picena", leggi anche http://is.gd/pQ4LAg). Ma dovunque siano i dati osservati rimangono inquietanti, anche se c'è da ricordare che Fiorenzo Marinelli sta lavorando per conto della procura di Lanusei proprio sui dati dei radar sequestrati a Quirra (Videolina "Quirra radar sequestrati" http://is.gd/9nGA5A). Il ricercatore del CNR mostra intanto quanto delle cellule, "coltivate" nella case di abitanti "in direzione" del radar (e che già avevano avuto delle patologie) avessero subito dei gravissimi danni nel giro di 48 ore di "esposizione". Afferma Fiorenzo Marinelli: "Se si verifica una citotossicità sulle cellule irradiate anche solo per 24 ore al segnale del radar, a maggior ragione si può pensare che le cellule degli organismi delle persone che sono in qualche modo irradiate possano subire gli stessi danni".

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