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Sardegna: no al nucleare, no ai misteriosi radar "anti-migranti"

In Sardegna, dopo l'incubo nucleare, arriva quello degli enormi "radar anti-migranti" che dovrebbero essere costruiti in zone incontaminate dell'isola: Capo Sperone; Capo Pecora; Tinnias; Argentiera. Presidi ovunque contro le "Torri Tesla" che sembrano uscite da un videogioco.

Un nuovo brivido scuote la Sardegna e chi la ama. I sardi che vivono sull'isola e i migliaia di emigrati, si domandano per quanto tempo la Sardegna sarà minacciata nella sua integrità naturale dalle imposizioni che arrivano "dall'alto". Per il popolo sardo è una storia lunga, visto che già Francesco Ignazio Mannu (di Ozieri), nel lontano 1794 scrisse uno dei più bei inni rivoluzionari di sempre: "Procurad'e moderare, Barones, sa tirannia, Chi si no, pro vida mia, Torrades a pe' in terra! Declarada e' già sa gherra. Contras de sa prepotenzia, E cominza' sa passienzia In su pobulu a mancare" (ovvero: "Fate in modo di moderare, Baroni, la tirannia, Se no, per la mia vita!, ritornate a piedi in terra! Dichiarata e' già la guerra Contro la prepotenza, E comincia la pazienza Nel popolo a mancare). Da allora, i "barones" continuano a non comprendere ancora che le "operazioni" vanno discusse con la comunità e non imposte. Basta chiedere, e ci sarà una risposta democratica. Ad esempio ai sardi è stato chiesto, con un referendum, riguardo al nucleare: "Sei contrario all'installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?". E i sardi, educatamente, massicciamente, hanno detto al 97,64% SI. SIAMO CONTRARI. Ma su questi misteriosi "radar costieri di profondità", sembra alti 36 metri, sui tratti più belli dell'isola, puntati verso l'orizzonte, verso il mare, nessuno ha chiesto niente. Sul blog "romperelerighe" del 16 maggio (http://is.gd/byPRy9) si legge: "Da qualche settimana sulla costa occidentale della Sardegna si sta tentando di procedere all'installazione di quattro radar militari, definiti 'anti-migranti', le località interessate (Sant'Antioco – Capo Sperone; Fluminimaggiore – Capo Pecora; Tresnuraghes – Tinnias; Sassari – Argentiera). Le installazioni dovrebbero essere 17 o 18 in tutta Italia, di cui 4 in Sardegna, una sicuramente già realizzata ma non funzionante a Siracusa, un'altra autorizzata a Gagliano del Capo in provincia di Lecce, le altre dovrebbero concentrarsi (si vocifera) tra la Liguria (dove uno dovrebbe già essere realizzato) e le coste Adriatica e Ionica. Tutte fanno parte del progetto dell'Unione Europea di potenziamento delle frontiere esterne della 'Fortezza Europa' in difesa dai flussi migratori provenienti dal Nord Africa". Sul blog di Beppe Grillo invece un "minipost" (http://is.gd/jbPrZj) osserva: "I radar dovrebbero entrare a far parte di una rete di diciassette installazioni sparse in tutta Italia, per dar vita a un muro elettromagnetico a difesa della Fortezza Europa. Ma difendersi da chi? Questi radar saranno in parte adoperati per combattere le migrazioni dalle coste del nord Africa a quelle del sud Europa. Permetteranno di intercettare le barche di migranti a svariati km dalle coste ancora in acque internazionali, dove quindi sono concessi i respingimenti a mare, operazioni che causano migliaia di morti. D'altra parte questa rete elettromagnetica si prepara ad essere d'appoggio alle guerre neocoloniali che l'occidente ha intenzione di proseguire nel nord africa e rappresenta una militarizzazione ulteriore di un territorio già occupato e massacrato dalle servitù militari. I radar avranno naturalmente anche delle ricadute a livello paesaggistico, naturalistico, economico e sanitario. Infatti non è difficile pensare che un traliccio bianco di trenta metri non sia l'attrattiva di cui vuole godere un turista, flora e fauna patiranno moltissimo l'inquinamento". Un commento al "minipost" da parte di "giojek" riunisce poi i dubbi leciti di molti sardi che si intendono dell'argomento: "Le menzogne hanno le gambe corte specie se le persone che le ascoltano macinano un po' di geometria. Un radar per vedere un barcone alto 2 metri (per effetto della curvatura terrestre) dovrebbe essere alto 3km per vedere un barca a 200km di distanza, 100m per vederne una a 40km di distanza. Sicuri che serviranno a vedere i barconi??". A qualsiasi cosa servano, quel che è certo è che i sardi non vogliono questi apparecchi, soprattutto in queste zone incontaminate che rispettano e che difendono da anni. I comuni mortali sono felici di non accendere un "barbecue" in questi luoghi per scongiurare il pericolo di un incendio, e poi arrivano dei "forni a microonde" di 36 metri? Un fatto, soprattutto per un sardo, di una prepotenza e di una arroganza inaudita. Fortunatamente c'è un blog che testimonia giorno per giorno la situazione di questi nuovi Moloch elettromagnetici in Sardegna ed è "noradarcaposperone" (noradarcaposperone.blogspot.com) che pubblica anche tutta la documentazione relativa ai progetti (scaricabile in .zip). La presentazione del blog è chiara: "Contro la militarizzazione dei territori, il controllo e la repressione sociale. Mobilitiamoci dal basso per impedire la costruzione di un radar di 36 metri per il controllo dei flussi di migranti dal nord Africa. Impediamo l'ennesimo sfratto a favore dei militari e l'ennesima fonte di inquinamento". Il blog testimonia di tutti i presidi che fortunatamente stanno impedendo, con grande coraggio e determinazione, la costruzione di queste torri radar che assomigliano, almeno nella fantasia (che è ancora lecito avere), alle Torri Tesla del videogioco Red Alert. Curioso anche il fatto che il blog, non volendo, richiami nel nome il "Norad", ovvero il "North American Aerospace Defense Command". Una citazione criptica involontaria che però ricorda la potenza radar dell'organizzazione che vigilava su un possibile attacco sovietico dal Polo Nord.

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