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Sardegna: anche Legambiente contro le "torri costiere saracene" RADAR

In Sardegna tornano le torri saracene lungo la costa, ma sono torri saracene 2.0, quindi "moderne", il che significa radar e di produzione israeliana. Dopo la solidarietà di Legambiente Sardegna, i comitati "noradar" si riuniranno alla prefettura di Cagliari, Piazza Palazzo a Castello mercoledì 25.

La Sardegna, una delle più antiche e belle isole del mondo è una terra "militarizzata". L'isola infatti ha il primato della concentrazione di servitù militari con installazioni che, negli anni, hanno anche "ferito" i sardi e l'ecosistema di questa antica e nobile terra. Si pensi ad esempio al Poligono di Quirra, il più grande d'Europa ("Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze") ora sotto sequestro, nella sua "immensità" di 12mila ettari con la pesante accusa di "disastro ambientale" (inchiestauranio.blogspot.com). Anche per questo la "novità" che la Sardegna fosse stata scelta per l'installazione di "misteriosi" radar "anti-migranti" ha suscitato sgomento nell'isola. Come abbiamo scritto in un nostro precedente articolo ("Sardegna: no al nucleare, no ai misteriosi radar 'anti-migranti'" http://is.gd/LxUR4D) ci sono state importanti prese di posizione da parte dei cittadini sia online, sia di persona (occupando coraggiosamente le zone). L'obbiettivo di tutti è salvare i territori dove si ha l'intenzione di "piazzare" questi radar (Sant'Antioco – Capo Sperone; Fluminimaggiore – Capo Pecora; Tresnuraghes – Tinnias; Sassari – Argentiera). Anche Legambiente Sardegna il 20 maggio scorso ha dato la sua solidarietà alle popolazioni e alle loro amministrazioni che "giustamente, si oppongono a questa nuova prevaricazione voluta da un governo, che ogni giorno, dà prova di scarsa sensibilità ambientale, come ha recentemente dimostrato per la vicenda delle spiagge regalate ai gestori degli stabilimenti balneari e la ventilata cancellazione degli abusi edilizi in Campania". Legambiente Sardegna fa anche un paragone storico molto interessante: "In sostanza si tratta di una riproposizione, con moderne tecnologie, della rete di 'torri costiere saracene' che fu edificata nel 1500 dagli spagnoli su tutte le coste della Sardegna. Anche ora si tratta di una militarizzazione delle coste isolane". "I quattro radar previsti in Sardegna fanno parte di un progetto nazionale che comprende in totale 18 installazioni dislocati nelle regioni del centro e del sud d'Italia", si legge dal comunicato Legambiente Sardegna, che specifica: "si tratta, stando alle notizie raccolte, di radar del tipo ELM-2226, fabbricati dalla ELTA - Systems, del gruppo IAI, nota multinazionale degli armamenti israeliana, parte di un sistema di armamenti destinati al rafforzamento della potenza navale". Di questa situazione c'è un blog che si sta occupando della vicenda e che mostra le novità su queste "Torri Saracene 2.0". E' "Noradarcaposperone" (noradarcaposperone.blogspot.com) che si presenta in modo inequivocabile: "Contro la militarizzazione dei territori, il controllo e la repressione sociale. Mobilitiamoci dal basso per impedire la costruzione di un radar di 36 metri per il controllo dei flussi di migranti dal nord Africa. Impediamo l'ennesimo sfratto a favore dei militari e l'ennesima fonte di inquinamento". Il blog segnala che mercoledì 25 maggio alle 10 e 30 ci sarà "sit in dei comitati noradar della Sardegna presso la prefettura di Cagliari, Piazza Palazzo a Castello, in occasione del vertice tra prefetti ed enti locali coinvolti dall'installazione dei radar" con a seguire un'assemblea dei comitati.

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