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Sardegna: "No Radar" 5 ottobre a Cagliari. E la convenzione di Aarhus?

Persone "comuni" (ma al contempo eccezionali), mamme, nonne, padri di famiglia, ragazze e ragazzi, unite nel movimento pacifico "No Radar" stanno lottando contro l'installazione di un sistema radar "all'interno di aree protette e riserve naturali". Il 5 ottobre a Cagliari per sit-in e dibattito.

Continua la battaglia in Sardegna contro l'installazione dei "misteriosi" radar "anti migranti" di cui vi abbiamo già parlato in precedenti articoli (http://is.gd/gC9xrD). Per riassumere la situazione, soprattutto per chi non ne è a conoscenza, è molto interessante guardare il reportage di Emanuela Bonchino mandato in onda su RaiNews24 intitolato "Radar in Paradiso" (youtube.com/watch?v=wc55hA0k1Vo) che spiega bene la situazione, e che non può non suscitare inquietudine nel vedere certe immagini di guerra "futuribile". I sardi difendono quindi la loro terra "personalmente" proprio come i No Tav proteggono le loro montagne, in modo civile, pacifico e coraggioso, in tempi in cui la prevaricazione e la prepotenza spesso è la sola "procedura operativa standard". Il Movimento No Radar si dà appuntamento il 5 ottobre per un sit-in alle ore 9 del mattino davanti alla sede del TAR della Sardegna (in Piazza del Carmine a Cagliari) e la sera alle 17 con un dibattito nell'Aula Magna di Scienze Politiche con il giornalista Antonio Mazzeo. Vale la pena ribattere il contenuto del depliant della manifestazione (qui per scaricarlo http://is.gd/PXnLLu): "I siti per l'installazione si trovano tutti all'interno di aree protette e riserve naturali. Le procedure di concessione da parte degli enti locali non sono state discusse né tantomeno comunicate alle popolazioni. La concessione degli spazi rappresentano ennesime servitù militari, localizzate in aree depresse che necessiterebbero di altre politiche e altri investimenti per il lavoro e per uno sviluppo sostenibile. I radar sono strumenti di guerra, utilizzati anche per il respingimento di popoli che richiedono asilo politico. I radar sono dannosi per la salute dell'ambiente e delle persone: le onde elettromagnetiche emesse sono estremamente intense e concentrate e sono in grado di provocare effetti dannosi sugli organismi, il rischio di contrarre vari tipi di tumori, tra cui leucemie e linfomi". Alcuni osservatori riflettono anche sul fatto che l'installazione di questa rete di radar in Sardegna potrebbe violare l'importante convenzione di Aarhus. La convenzione di Aarhus difatti stabilisce come riporta anche PeaceLink (da cui è possibile scaricare la convenzione http://is.gd/UxhCnC) "il principio che il cittadino ha diritto ad essere informato; ha diritto a partecipare; ha diritto ad essere coinvolto e consultato nelle scelte ambientali che lo riguardano e che toccano la salute e l'ambiente". Ma che cosa è la convenzione di Aarhus? Ecco la pagina ufficiale in italiano dell'Unione Europea con una spiegazione dettagliata ed una sintesi esplicativa molto interessante (http://is.gd/GagWZp).

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