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Sardegna NO RADAR anti-immigrati: la protesta mette le spine

In Sardegna le Torri Saracene 2.0, potentissimi radar "anti-immigrati" (sembra di produzione israeliana), devono essere installate secondo dei piani che risponderebbero ad una strategia di sicurezza e "difesa". Ma i sardi si ribellano, proprio come le ginestre spinose che popolano le loro coste.

In Sardegna cresce la protesta "NO RADAR" per l'installazione di misteriosi "radar anti-immigrati" di cui abbiamo parlato in altri articoli (http://is.gd/gC9xrD). Riepilogando, con le parole di Legambiente Sardegna: "In sostanza si tratta di una riproposizione, con moderne tecnologie, della rete di 'torri costiere saracene' che fu edificata nel 1500 dagli spagnoli su tutte le coste della Sardegna. Anche ora si tratta di una militarizzazione delle coste isolane". "I quattro radar previsti in Sardegna fanno parte di un progetto nazionale che comprende in totale 18 installazioni dislocati nelle regioni del centro e del sud d'Italia", si legge dal comunicato Legambiente Sardegna, che specifica: "si tratta, stando alle notizie raccolte, di radar del tipo ELM-2226, fabbricati dalla ELTA - Systems, del gruppo IAI, nota multinazionale degli armamenti israeliana, parte di un sistema di armamenti destinati al rafforzamento della potenza navale" (http://is.gd/vCqibJ). La difesa dei territori da parte dei cittadini sardi è stata pronta e netta. Una "nuovo tipo" di servitù militare è infatti per i sardi inaccettabile, soprattutto in una terra che ha bisogno di occupazione e di attenzione e non di altre "basi" e disastrosi poligoni. Il fatto che nuove ricerche confermino i pericoli delle radiazioni elettromagnetiche (http://is.gd/BXgMSD) e che altri radar vengano "sequestrati" non fanno che impensierire i cittadini e le istituzioni locali. Come si legge da una convocazione di assemblea pubblica a Bugerru: "Dopo le ultime notizie riguardanti il sequestro dei dodici radar a Quirra, perché ritenuti pericolosi per la salute, è indispensabile saperne di più, visto che anche nel nosto territorio ne è prevista l'installazione". I gruppi in tutta la Sardegna si stanno rafforzando e i presidi, nei centri dove si prevede l'installazione dei radar "anti-migranti", cioè Capo Pecora a Fluminimaggiore, Capo Sperone a Sant'Antioco, Punta Foghe a Tresnuraghes, l'Argentiera nel comune di Sassari, sono attivi e si riuniscono in assemblee per decidere le iniziative future. Il blog di riferimento è NORADARSARDEGNA (noradarcaposperone.blogspot.com), dove è possibile scaricare anche il "numero zero" del "foglio" dei comitati noradar" in Sardegna. Si chiama "Tiria", nome sardo della ginestra spinosa, "presente accanto a ogni presidio, famosa per la durezza del suo legno, per il dolore causato dalla puntura delle sue spine e per la resistenza a venti e territori poco ospitali". Tiria racconta molto bene la realtà dei fatti e la cronistoria della vicenda. Assolutamente da leggere (qui per scaricarla http://is.gd/aK7USl).

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