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Sardegna: Consulta dei Movimenti in tregua. Ma trattativa già fallita

Movimento Pastori e tutte le altre componenti sociali della Consulta dei Movimenti danno un momento di tregua alle istituzioni. Ma è un tempo di attesa per ascoltare delle "risposte" che, in caso non arrivino, porteranno ad "azioni eclatanti". Intanto l'antipasto sarà a Nuoro il 3 febbraio in piazza.

La Consulta dei Movimenti in Sardegna, fondata a Tramatza (Oristano) il 24 gennaio scorso dal Movimento Pastori Sardi insieme al Movimento Artigiani e Commercianti Liberi, gli auotrasportatori di Sardegna in Movimento, Irs, Sardigna Natzione Indipendentzia, Movimento Anti-Equitalia, il Presidio di Viale Trento, le Donne del Digiuno di Viale Trento e i Pratici, comunicano di aver deciso per una "tregua". Un po' come il Movimento dei Forconi siciliani, di cui il Movimento dei Pastori Sardi è "fondatore" (http://is.gd/QeJ0Yx), la strategia sembra quella dell'"attesa". Attesa "tecnica", ovviamente. Il 31 gennaio la Consulta dei Movimenti si è infatti riunita ancora una volta in quel di Tramatza per un'assemblea straordinaria dove "è emersa la volontà di un'azione responsabile che si determina con una tregua utile ad aprire una nuova fase di trattativa, perciò invitiamo i nostri attivisti a sospendere le assemblee permanenti". Questa "tregua" non è ovviamente da interpretare come una "resa", osservano i simpatizzanti della Consulta, ma un modo per dare "respiro" alle istituzioni, anche dopo la lettera-appello di Ugo Cappellacci (presidente della Regione Sardegna) a Mario Monti (leggi "Sardegna polveriera: Cappellacci a Mario Monti 'Alcoa effetto miccia'" http://is.gd/xMONh0). All'assemblea della Consulta dei Movimenti, come si legge dalla pagina Facebook ufficiale (http://is.gd/alJTKz) si invitano quindi le "istituzioni nazionali ad affrontare in maniera risolutiva i seguenti punti: - Dichiarazione dello stato di crisi; - Dimezzamento del costo del carburante; - Abolizione Equitalia Spa; - Moratoria per almeno due anni in attesa di una riforma organica della fiscalità e relativa riscossione; - Abolizione del decreto Monti per quanto riguarda le nuove tasse su aziende agricole (Imu)". La Consulta dei Movimenti ovviamente ricorda che "ad ogni fallimento di questa trattativa la Consulta dei movimenti metterà in atto azioni eclatanti elencate precedentemente". Ovviamente la "trattativa" è già fallita, potranno osservare i più realisti, dato che Attilio Befera, a capo del tandem Equitalia e Agenzia delle Entrate, su La Repubblica non la manda certo a dire ai sardi: "Siamo servitori dello Stato, facciamo il nostro dovere in base ai compiti che ci assegna la legge. (...) Siamo andati a parlare con le associazioni più in difficoltà, per esempio in Sardegna, dove c'è il dramma del Sulcis, la chiusura dell'Alcoa, il problema dei pastori. Ci chiedono di non incassare le imposte, ma noi questo non possiamo farlo. Se lo facessimo in Sardegna, poi ce lo chiederebbero anche in Sicilia, in Calabria, in Piemonte dove soffre l'indotto Fiat. Si pretende che Equitalia diventi un gigantesco ammortizzatore sociale: questo è inaccettabile, perché i nostri compiti sono altri" (http://is.gd/InD2w4). Chissà allora di che tenore sarà la protesta già organizzata a Nuoro per il 3 febbraio dal Movimento Pastori insieme a tutte le altre componenti della Consulta dei Movimenti. La "parola d'ordine" sarà "Basta piangerci addosso!!!". E anche, aggiungerà qualche sardo emigrato, non diventare come Tafazzi (www.youtube.com/watch?v=3Qk8p8_eysc).

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