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Pastori sardi: non si manganellano gli agnelli

I pastori sardi "sequestrati" a Civitavecchia non possono manifestare le loro istanze e vengono rispediti in Sardegna dopo essere anche stati manganellati dalle forze dell'ordine. La Questura parla di una manifestazione non autorizzata. Felice Floris: "Per una conferenza stampa non ci vuole nessuna autorizzazione".

Il giorno di Natale avevamo augurato "a tutti 'gli ultimi' che non sono stati i primi" per la politica italiana i nostri migliori auguri per una rinascita lavorativa e spirituale. Nei nostri auguri c'erano ovviamente i Pastori Sardi che stanno combattendo una battaglia tanto semplice quanto titanica: farsi pagare il latte almeno quanto costa a loro produrlo.
Per ora infatti al pastore sardo il latte costa da 80 centesimi a un euro al litro, mentre viene comprato a circa 60 centesimi. Così i pastori, riuniti in un movimento, l'MPS, il Movimento Pastori Sardi, hanno deciso il 28 dicembre di essere a Roma per protestare pacificamente davanti al Ministero dell'Agricoltura. Ma non l'hanno potuto fare, perché hanno trovato a Civitavecchia le forze dell'ordine che hanno tirato fuori i manganelli.
Le parole del leader dell'MPS Felice Floris spiegano il sapore salato del "fermo" a Civitavecchia: "Siamo padri di famiglia, invece ci stanno trattando come criminali, siamo venuti con intenzioni pacifiche e invece continuano ad impedirci di muoverci. Stasera torneremo in Sardegna scortati dalle forze dell'ordine anche durante la traversata. E' una vergogna, siamo stati sottoposti ad un vero e proprio sequestro preventivo, insieme ai pullman i cui autisti sono stati identificati e minacciati di denuncia se solo si fossero mossi. Non solo, successivamente ci hanno privati dell'elementare diritto di salire sui treni diretti a Roma. E pensare che una nostra delegazione voleva solo proporre al ministero la costituzione di un Coordinamento mediterraneo dei paesi che praticano la pastorizia allo scopo di far fronte alle attuali normative che penalizzano pesantemente l'intera categoria".
A testimoniare la buona fede dei pastori sardi e la loro educazione il 28 dicembre era stato pubblicato sul loro sito (http://tinyurl.com/2wg6cfs) un volantino di "scuse e spiegazioni" ai cittadini romani che avrebbero avuto magari dei problemi per il traffico durante la manifestazione. "Cittadini e Automobilisti, chiediamo scusa per il disagio che Vi stiamo arrecando. Ma siamo costretti a scendere in piazza, perché la pastorizia vive da anni una situazione insostenibile, che rischia di far scomparire dal processo produttivo un settore che occupa decine di migliaia di persone". Così si legge nel volantino di una manifestazione che non ha mai avuto luogo, nel silenzio assordante dei media che continuano, come a Pyongyang, a urlare che va tutto bene.

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