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Pastori sardi come in Francia: blocco raffineria Saras

Il Movimento dei Pastori Sardi (MPS) dopo la "rottura" con la Regione sarda dà prova di non mollare e inaugura metodi "francesi" che in Italia non si vedevano da decenni. Bloccata la raffineria Saras della famiglia Moratti.

Fuori dal coro il nostro blog aveva avuto cattivi pensieri sull'accordo siglato da Ugo Cappellacci, Presidente della Regione Sarda e il MPS.
Avevamo titolato un po' amaramente "Pastori sardi: raggiunto l'accordo. MPS torna all'ovile", perché era lecito pensare che l'accordo firmato da Cappellacci e Felice Floris e Fortunato Ladu sarebbe stato, in fase operativa, non rispettato come da nero su bianco.
Il tempo ci ha dato ragione, purtroppo, e infatti su movimentopastorisardi.org si legge che il 10 novembre "L'accordo siglato all'alba del 2 novembre con il Movimento Pastori Sardi è stato disatteso con la bozza del Ddl, presentata stamane in Consiglio Regionale. Se il testo non verrà cambiato, il MPS è pronto a scendere di nuovo in piazza".
E il Movimento Pastori Sardi, il cui orgoglio è noto, è sceso di nuovo in piazza per risolvere la situazione con metodi "francesi", inusuali nell'Italia narcotica di oggi: in mille e più hanno bloccato l'ingresso alla raffineria Saras della famiglia Moratti.
Come si apprende il Movimento dei Pastori ha bloccato l'entrata della raffineria di Sarroch e permette l'ingresso ai soli operai ma non alle autocisterne in entrata o in uscita.
Se la protesta continuerà potrebbe davvero aprirsi un "inverno caldo" perché la situazione, per i lavoratori dell'agropastorale in Sardegna, sta diventando insostenibile.

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