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Pastori sardi: 26 novembre blocco della Carlo Felice

Ancora una ennesima protesta dei pastori sardi che non si piegano di fronte a nulla. Venerdì al bivio di Bolotana protesteranno contro la Regione Sardegna che ha disatteso l'accordo che avevano firmato.

Felice Floris, nell'annunciare la protesta di venerdì sulla Carlo Felice (la famosa 131) al bivio di Bolotana è laconico: "Siamo veramente stufi di spiegare alla Giunta e all'assessore Prato che pare destinato a lasciare la Giunta e quindi al suo successore, quali sono i gravi problemi della categoria e soprattutto le nostre richieste" e nel comunicato sottolinea che "questa volta non ci fermeranno con accordi fasulli ai quali non intendono tenere fede. E non ci basterà il ventilato allontanamento dell'assessore Prato. Il problema lo deve affrontare Cappellacci trovando le risorse promesse, perché ormai non ha più alibi e dovrà spiegare ai sardi perché sta mettendo in ginocchio un settore così importante per l'economia sarda".
Venerdì scorso i pastori sardi avevano organizzato una protesta "alla francese" bloccando l'ingresso alla raffineria Saras di Cagliari di proprietà della famiglia Moratti e questo fine settimana probabilmente, visto il luogo della manifestazione, si punterà al blocco della 131.
I pastori sardi si sentono traditi dal Presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci e dalla recente legge "salva-agricultura" che ha disatteso gli accordi presi con i pastori.
Il pericolo è che, continuando così, il comparto agro pastorale della Sardegna arrivi alla disperazione e cominci ad adottare sistemi di protesta estremi, ma sempre pacifici. La "non violenza" potrebbe infatti giocare il ruolo chiave nella risoluzione della vertenza, perché come diceva il Mahatma Gandhi, e come sta accadendo ai pastori sardi "prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci".

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