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Pastori Sardi, tra brucellosi e siccità: "stato di calamità naturale"

In Sardegna il Movimento dei Pastori Sardi continua a denunciare una situazione che pare volgere sempre più alla disperazione. Oltre alla crisi economica endemica ora arriva anche la brucellosi che si aggiunge alla siccità. Felice Floris chiede un incontro urgente con le istituzioni "a sostegno del comparto".

Un merito del Movimento dei Pastori Sardi è senz'altro quello di aver aperto una finestra sull'allevamento in Sardegna, argomento conosciuto anche nel recente passato solamente dagli addetti ai lavori. Non è infatti raro, anche in Sardegna, che la maggioranza della popolazione non solo non abbia mai avuto a che fare "con una pecora", ma ignori completamente l'arte e l'industria che vive della pastorizia. Il fatto che si creda che "il formaggio cresca al supermercato" spersonalizza non solo la "filiera" agropastorale (di cui la maggior parte delle persone ignora l'esistenza) ma annulla un "ruolo sociale", quello del "pastore", che non è semplicemente un "mestiere". Ecco perché la "divulgazione" dei Pastori Sardi è di fondamentale importanza e andrebbe ancor più maggiormente curata. Ciò che in queste ultime settimane Il Movimento dei Pastori scrive dal suo blog, però, ha un sapore molto amaro, visto che la Sardegna vive più di una emergenza. Pochi giorni fa il Movimento dei Pastori Sardi segnalava ad esempio una "emergenza brucellosi" con l'"insorgenza di due focolai negli allevamenti caprini situati nel Comune di Orosei (ASL n 3 di Nuoro) e nel Comune di Uras (ASL n 5 di Oristano)". Oltre il danno però, come spesso succede, ci sarebbe anche la beffa, visto che i Pastori Sardi sottolineano che "le indagini di laboratorio e i rilievi epidemiologici dimostrano l' origine dei focolai nell'introduzione di caprini infetti provenienti dalla Spagna" (http://is.gd/Siq7KP). Spiega l'MPS: "I nostri allevamenti sono controllati fino alla nausea mentre gli animali che entrano in Sardegna non hanno controlli o meglio i controlli vengono fatti alla carlona, come abbiamo visto per le capre infette da Brucellosi provenienti dalla Spagna che viaggiavano con regolari certificati di allevamenti Ufficialmente Indenni da Brucellosi". Ma l'MPS oltre a segnalare la presenza di nuovi focolai di Brucellosi, fa presente anche la siccità che attanaglia le campagne. Scrivono i Pastori Sardi: "Siamo a fine ottobre e la campagna è completamente spoglia, da oltre cinque mesi non piove, nelle campagne si sta vivendo una situazione drammatica senza precedenti, i campi sono aridi e il bestiame chiuso nei recinti in stato di sofferenza, le scorte di foraggio stanno finendo". Una situazione grave a cui si aggiungono anni di crisi. "La grave crisi economica che attanaglia le aziende agro-pastorali non permette un approvvigionamento sufficiente a garantire la sopravivenza del bestiame", osservano i Pastori Sardi. "Ormai il danno è irreparabile in quanto anche eventuali immediate precipitazioni non modificherebbe la situazione di stato di crisi" sottolinea il Movimento. Per questo, si legge sempre dal comunicato firmato da Felice Floris, leader dell'MPS: "Il MPS chiede un urgente incontro con le istituzioni per discutere un possibile intervento a sostegno del comparto richiedendo con urgenza lo stato di calamità naturale per tutto il territorio regionale."

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