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Pastori Sardi tornano in piazza contro manovra del "si salvi chi può"

Movimento Pastori Sardi e Movimento dei Forconi uniti in piazza il 20 luglio a Messina per dire ai "disonorevoli" quello che pensa il movimento che unisce pastori e agricoltori. Ma l'"impermeabilità" della politica potrebbe portare a proteste ben più radicali.

Le vacanze si sono "impossessate" dell'Italia ancora una volta, a dispetto del prezzo della benzina, del profumo di crisi "greca" e di una manovra da 70 miliardi di euro. La gente ha ancora una volta abbandonato le metropoli, a stento naviga su internet e si è rifugiata nell'etimologia stessa della vacanza, il vuoto, appunto, che più spinto, in questo momento, non potrebbe essere. I lettini da sole sopra il ponte del Titanic non mancano e c'è persino chi vede l'iceberg all'orizzonte come un'occasione per riempire il bicchiere di cubetti di ghiaccio per l'aperitivo. C'è anche però un'altra Italia, molto preoccupata, che non può permettersi nessun tipo di "vacuità" e che lotta ogni giorno con la "pesantezza" della vita. E' quell'Italia che spesso non ha voce, e che comprare sui mass media solamente quando l'Istat fornisce i dati sulla povertà e sulla disocupazione. E' quell'Italia che da anni non si può permettere una vacanza ma che, anche in piena estate, ha il coraggio (e la forza) di protestare. Un Italia unita, nei problemi e nelle esigenze, che "urla in sette dialetti" per citare gli Stormy Six del '77. E non è un caso che anche il Movimento Pastori Sardi e il Movimento dei Forconi siciliano, uniti per la protesta che riguarda campi e bestiame, tornino in piazza, in piena estate, per chiedere giustizia. L'appuntamento è per il 20 luglio in Sicilia, a Messina. Si torna quindi in piazza con molte "domande in testa" su una manovra finanziaria che, a quanto sembra, non ha tenuto conto di incontri, proteste, lotte di pastori e agricoltori, che chiedono semplicemente la sopravvivenza delle loro aziende. I Pastori Sardi e il Movimento dei Forconi annunciano l'iniziativa: "Movimento dei forconi e Pastori Sardi continuano insieme la loro guerra ai sordi della politica italiana. Il 20 luglio saranno tutti a Messina. Non poteva mancare la solidarietà nei confronti dei fratelli siciliani che scendono in piazza contro questa manovra che contiene poco o nulla dei provvedimenti legislativi richiesti a Roma all'incontro col Ministro". E i toni si fanno aspri: "Siamo arrabbiati e voi tutti, cari disonorevoli, contribuite in modo serio a farci incazzare ogni giorno sempre di più. A Messina vi diremo quello che pensiamo, visto che avete la sfacciataggine di prendere per i fondelli la classe produttiva vera di questo paese, in fondo in fondo fregandovene altamente di come andrà a finire, e pensando unicamente a farvi rinominare in qualche collegio di babbei creduloni. Non c'è più motivo di spiegarvi ancora i nostri problemi ed inzupparvi come delle spugne delle nostre lamentele, siete diventati impermeabili". Il Movimento dei Pastori Sardi (MPS) inoltre è pronto di nuovo a scendere in piazza a Cagliari il 26 luglio e a tornare a Bruxelles per una nuova protesta a breve. Basterà però secendere "semplicemente" in piazza per farsi sentire? Quali sono le forme di lotta e di protesta nonviolenta che "pagheranno" nel mondo 2.0? Nel mondo che si riempie la bocca di iPad e si social network ma che affama pastori e agricoltori nella quasi totale indifferenza dei mass media? E una "minaccia" dei Pastori Sardi, che sa di ultima ratio e ha sicuramente una portata epocale e apocalittica, si affaccia di nuovo: il blocco delle produzioni di carne e latte. Solamente ad aprile scorso Felice Floris, leader dell'MPS affermava a Bitti: "Non metteremo gli arieti per la riproduzione, così chi mangia alle nostre spalle vedrà che cosa significa tirare a campare". Alcune riflessioni su che cosa potrebbe succedere se si attuasse il blocco che interrompe il ciclo millenario che "inizia dall'evitare l'immissione degli arieti nel gregge per la monta", erano state fatte da Maria Barca in un post sul sito dei Pastori Sardi (http://is.gd/EhTd43) che si intitola "Nel dare i numeri provo a riflettere". Nel post, come in un domino, si vedono le "ricadute" nel settore che si tradurrebbero in veri e propri crolli: "- Caseifici industriali, che dividiamo in privati e cooperative, e in questi sono comprese le maestranze, le ditte collegate, l'impiantistica, i detergenti, i trasportatori, lieviti e caglio (cioè prodotti per la produzione di formaggi); - Ditte di mangimi e cereali. In un anno, in Sardegna, si consumano circa 1.500.000 quintali tra mangimi e cereali; - Ditte di foraggio e paglia; - Un aspetto da non sottovalutare che risentirà del nostro blocco è quello che in generale chiamo di 'manutenzione': nello specifico muratori, idraulici, elettricisti, gas, benzina, gasolio, trattori e macchine agricole; - Industrie di fertilizzanti e sementi; - Mattatoi e macelli". Una lettura per l'estate, quel post di Maria Barca, per tutti i "disonorevoli", come li chiama Mariano Ferro del Movimento dei Forconi (http://is.gd/8RnbTY).

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