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Pastori Sardi: "il vento magrebino sta soffiando forte anche da noi"

I Pastori Sardi con gli agricoltori siciliani fondano ad Avola, in Sicilia, luogo emblematico per la lotta e i morti del '68, il "Movimento dei Forconi". Un nome che fa presagire che il clima si sta facendo rovente e che, come dice Felice Floris dell'MPS "E' solo questione di tempo, poco tempo".

Il 20 maggio 2011 è nato dal Movimento dei Pastori Sardi e dagli Agricoltori Siciliani il "Movimento dei Forconi", un movimento che, già dal nome, fa pensare ad altri tempi e ad altre "rivoluzioni" che non sempre sono state pacifiche ed incruente. Il fatto che il Movimento Pastori Sardi, da sempre nonviolento, abbia fondato un movimento che evoca i "forconi" può significare che la misura è davvero colma e che nuvole nere si profilano all'orizzonte "sociale". Abbiamo già riflettuto in senso "semiologico" sul "Movimento dei Forconi" in un nostro articolo di qualche giorno fa ("Pastori Sardi ad Avola passano ai 'forconi'" http://is.gd/QeJ0Yx) e sul blog del Movimento dei Pastori è stata pubblicata un' intervista della redazione a Felice Floris, leader dell'MPS, proprio su ciò che è avvenuto ad Avola (http://is.gd/sxBhvp). Felice Floris nell'intervista fa un po' il bilancio dell'attività del Movimento dei Pastori Sardi segnalando la solidarietà e l'affetto che è stato accordato loro, ma è sull'azione "politica" (nel senso più nobile della parola) che si concentra l'intervista. Tra le domande ce ne è una che interessa non solo la battaglia dei Pastori e degli Agricoltori ma anche tutto il "fermento" europeo (e non solo) di movimenti ed occupazioni di piazza. La redazione chiede, e Floris risponde: "Da alcuni mesi i paesi arabi sono infiammati dalle proteste di piazza animate dalla voglia di maggior democrazia e benessere. Da qualche giorno anche la Spagna è in grande fermento. Questo vento di rivolta potrebbe contaggiare anche la Sardegna?" Risponde il leader dell'MPS: "La Sardegna non ha bisogno di essere contagiata, è già una polveriera pronta ad esplodere: se al nostro movimento aggiungiamo i nostri fratelli delle partite IVA, i pescatori, gli operai, i disoccupati e altre categorie, ditemi voi se non è esplosiva. E' solo questione di tempo, poco tempo. Ormai tutti stanno prendendo coscienza che questa politica (non solo sarda o italiana, di destra o di sinistra) se ne frega della gente che lavora e produce, la loro preoccupazione e difendere loro stessi e i poteri forti, dove i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, dove si preferisce aiutare le banche e non la piccola azienda, dove si preferisce lasciare i nostri campi incolti e importare porcherie da chissà dove, il tutto in nome di una globalizzazione che è tale solo per il sistema finanziario, avendo come risultato la ghettizzazione del resto delle categorie.". Questa è forse la dichiarazione chiave di tutta l'intervista, perché di "tempo", effettivamente, come rivelano tutti gli indicatori sociali ed economici, ce ne è veramente poco dato che per milioni di persone in Italia è davvero difficile andare avanti. E la vita del pastore non è certamente una passeggiata, soprattutto quando si legge il "reportage" di Stefano Lenza pubblicato da "L'Unione Sarda" e ripubblicato proprio sul blog dei Pastori Sardi ("La rabbia dei pastori disperati. Tanta fatica e bilancio in perdita" http://is.gd/3jKXet) con la cronaca di una giornata tra le pecore con Fortunato Ladu (altro fondatore dell'MPS) e la moglie Ester Lixi. Fortunato Ladu alla fine dell'articolo sottolinea: "Noi non protestiamo e basta. Facciamo proposte concrete per abbattere i costi di produzione, riorganizzare la cooperazione, uscire dalla monocultura del pecorino romano e puntare su nuovi formaggi a maggior valore aggiunto così da pagare di più il latte. Altrimenti l'intero sistema andrà in default. La politica deve trovare la soluzione al problema. Che non è solo l'emergenza. Bisogna costruire il futuro". Già, bisogna costruire il futuro.

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