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Pastori Sardi ad Avola passano ai "forconi"

Il Movimento Pastori Sardi è ad Avola per incontrare il Ministro Saverio Romano e per fondare il Movimento dei Forconi. Ma "agitare le forche" potrebbe essere un passo falso nell'immagine del Movimento che è ormai conosciuto per essere forte, determinato e soprattutto nonviolento.

Ad Avola (provincia di Siracusa) una delegazione del Movimento Pastori Sardi parteciperà "all'assemblea regionale e dei comitati agropastorali della Sicilia, alla quale sarà presente il ministro delle politiche agricole Saverio Romano" come si legge dal blog dei Pastori Sardi. L'incontro si terrà al cinema "Odeon" e sarà propedeutico alla "costituzione del movimento nazionale dei pastori e agricoltori del Mediterraneo che è stato ribattezzato Movimento dei Forconi" come si legge su movimentopastorisardi.org. Il fatto che i Pastori Sardi abbiano la volontà di fondare un movimento europeo per salvaguardare il settore non è un mistero, solamente uniti, infatti, si possono ottenere delle risposte politiche che sono sempre più urgenti. Certo è che passare dal "brand" Movimento Pastori Sardi al nuovo "Movimento dei Forconi" potrebbe essere una mossa avventata. Il "forcone" in Sardegna, come in tutte le regioni italiane, è ancora troppo legato a certi temi che non sono soliti portare allegria ("Bae in su corru 'e sa furca!" si dice in sardo, per invitare qualcuno ad andare a farsi "impiccare"). Probabilmente il "forcone" è stato scelto per la sua ambivalenza agro-pastorale, nel senso che è (ma soprattutto era) usato tradizionalmente sia per "spostare" la paglia ed il fieno (ma anche letame, ecc.), sia per rinnovare i giacigli degli animali. Ma purtroppo ciò non toglie al "forcone" un'ambivalenza semantica molto forte, legando questo strumento a pagine oscure della storia (anche se rivoluzionarie in qualche caso, purtroppo a volte con relativo spargimento di sangue). L'altro fatto è che il Pastore Sardo ha una sua immagine precisa, mentre l'affiliato al "Movimento dei Forconi" che identità avrà? Difatti il primo problema sarà risolvere il notevole problema lessicale. Come saranno chiamati gli appartenenti? Sembra una boutade, ma è un problema serio, visto che "forcaioli" è in agguato insieme agli inaccettabili "forconiani" e "forcine". L'altro pericolo è che le allenze troppo larghe potrebbero far cadere il "movimento" nel vecchio detto sardo "Centu concas, centu barrìttas" (cento teste, cento cappelli). E' comunque auspicabile che il nuovo "Movimento dei forconi" si dichiari, visto l'appuntito simbolo, assolutamente non violento, e che magari nelle manifestazioni agiti le grandi forche con dei tappi di sughero (di Calangianus) in onore a quella politica pacifica che ha fatto onore ai Pastori Sardi. Quasi per spiegare il nuovo termine, Felice Floris scrive in un comunicato che: "E' un nome che ormai si è diffuso in tutto il meridione d'Italia e che presto diffonderemo nel resto d'Italia, dove i problemi delle imprese agro pastorali sono sempre più gravi e drammatici. Problemi che impongono la ricerca di soluzioni urgenti a livello nazionale con il coinvolgimento anche dell'Unione Europea". E il leader dei Pastori Sardi continua: "Da qui la necessità di un movimento europeo, ormai battezzato dei forconi che proponga soluzioni a livello nazionale con quella forza e decisione che finora è mancata alle organizzazioni agricole tradizionali, incapaci, in tanti anni, di imporre l'agricoltura e la pastorizia come settore strategico dell'economia italiana".

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