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Movimento Pastori Sardi: "iniziare una nuova stagione di lotte"

Il Movimento Pastori Sardi chiama un'assemblea per il 13 Luglio a Tramatza "per decidere le forme di lotta" . Le basi della discussione partono sicuramente da qui: "nonostante questi anni di dura lotta e di grandi manifestazioni con trasferte perfino in continente, di denunce e arresti, siamo ancora punto e a capo, niente si è mosso a nostro favore".

Dopo la caduta di Silvio Berlusconi e l'arrivo di Mario Monti e dei "tecnici" l'Italia si è "spenta". Quell'Italia che sembrava rialzare la testa, vogliosa di un futuro migliore, quell'Italia dove chi lavora onestamente si era finalmente sentito forte della propria moralità per protestare e "riprendersi" il Paese, ora si è trasformata in rassegnazione e indifferenza.
E' come se Mario Monti e la politica italiana che tutta lo sostiene (con rarissime eccezioni), avessero sparso nell'aria tonnellate di "tranquillanti" che permettono, in un certo qual modo, di non avvertire alcun tipo d'ansia alla vista del baratro.
Neppure i nuovi qualunquisti-populisti, con le solite vecchie ed inossidabili tecniche, riescono a scollare gli "attivisti" dalle tastiere per far scendere la protesta in piazza.
Ma il fuoco, si sa, cova sotto la cenere. E così mentre il Movimento dei Forconi ("the original", quello Ferro-Scarlata), si rimette a lottare in Sicilia proprio in queste ore, anche il Movimento Pastori Sardi (MPS) si risveglia da un certo "torpore", conscio che, stavolta, "o la va o la spacca".
Venerdì 13 luglio alle ore 10,30 a Tramatza (area di servizio) è stata infatti convocata l'"assemblea generale di tutti i comitati per decidere le forme di lotta".
Sul sito del Movimento Pastori si leggono infatti parole che da tempo non si udivano: "Pastori, nonostante questi anni di dura lotta e di grandi manifestazioni con trasferte perfino in continente, di denunce e arresti, siamo ancora punto e a capo, niente si è mosso a nostro favore. Un governo regionale assente e truffaldino che attraverso la legge 15 (interventi per il settore agro-pastorale) legge da noi mai voluta e né sottoscritta ha pensato di chiudere la nostra vertenza in maniera misera e vigliacca giocando sullo sconforto e sulla stanchezza".
I Pastori rimarcano che "è ora di mostrare di che pasta siamo fatti, da subito dobbiamo serrare le fila e forti dell' entusiasmo che da sempre ci ha distinto dobbiamo iniziare una nuova stagione di lotte e una volta per tutte decidere il nostro destino costi quello che costi, ogni giorno che passa la nostra crisi si accentua diventando ormai insostenibile, da un prezzo del latte che ormai stagna da lungo tempo, dai costi delle materie prime che sono quadruplicate a una pressione fiscale del governo centrale con aumenti del gasolio agricolo dell'IMU su terreni e fabbricati, con l'aumento dei contributi INPS, una vergognosa mazzata finale a un settore già in ginocchio che in questi ultimi anni ha perso oltre il 50% del suo reddito".
Il Movimento Pastori Sardi conclude l'appello: "Così non possiamo più andare avanti. Pastori, l'unico strumento che abbiamo ha disposizione e la protesta, gridiamo con forza contro la classe politica chi ci sta assassinando giorno dopo giorno, contro l'industria di trasformazione che fa utili sulle nostre miserie, contro la burocrazia che ogni giorno aumenta di numero diventando sempre più inefficiente e aggressiva, contro il commercio poco trasparente che si sta arricchendo alle nostre spalle, contro le banche che non fanno più credito".

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