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Massimo Zedda vs Fantola: Cagliari sceglie tra la classe 1976 o 1948

Massimo Zedda sfiderà al ballottaggio Massimo Fantola. Un testa a testa non solo tra centrodestra e centrosinistra ma tra due modi diversi di fare politica. Anche se con le stesse "pecette".

A molti in "continente" il suo nome non dirà niente, se non un rammentare di "qualcosa di sardo" in un bicchierino da dopo pasto. La vittoria di Massimo Zedda a Cagliari con il mirto però non c'entra niente, ma ha sicuramente qualcosa di sardo e di dolciastro per il centrosinistra che, nella difficile città di Cagliari, trova un candidato giovane e forte che mette in difficoltà il PDL della corazzata Fantola. Un digestivo gradevole dopo anni di dominio pidiellino e di facce ben note dai "bei tempi" della Prima Repubblica che in Sardegna, sarà per il clima, sarà per l'attaccamento alla tradizione, sono sempre molto presenti (conservando anche l'espressione di sempre). Nella prima sfida Massimo Zedda, (centrosinistra) è al 45,15% e Massimo Fantola (dentrodestra) al 44,71%. Nel ballottaggio i cagliaritani decideranno se il sindaco di Cagliari sarà classe 1976 o classe 1948. Una scelta tra "classi" non solo generazionali ma anche "politiche". E se Massimo Fantola (fantolasindaco.it) inizia la sua carriera politica nel 1985, proprio come consigliere comunale di Cagliari, Massimo Zedda è "fresco di istituzioni" visto che, come scrive sul suo sito (oratoccaanoi.it) ha "passato anni a confrontarmi ogni giorno con la realtà di Cagliari, a osservarla da tutte le prospettive, in Consiglio comunale e in Consiglio regionale, per contribuire a trovare di volta in volta soluzioni a problemi concreti". Massimo Zedda è un esponente di Sinistra Ecologia e Libertà e la vittoria a Cagliari rappresenterebbe un'ennesima conferma della leadership di Nichi Vendola. La "Vendola vision" ha sicuramente il merito di aver riaperto la partita "a sinistra" (e di aver arricchito il registro linguistico del politico medio). Ma tra i due candidati c'è anche uno "strano" punto di unione: quello della "comunicazione visiva". Ciò che ha colpito qualche attento osservatore è che le due campagne elettorali, a livello di impatto e di "coordinato di immagine" a prima vista si assomiglino un po', con le stesse "pecette con sopra le scritte" e gli stessi fondini "a trapezio". Ma le parole, assicurano anche i critici, sono senz'altro differenti.

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