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La Maddalena: navi USA, sottomarini nucleari all'orizzonte. No grazie

Il Mediterraneo si incendia e la Sardegna, con La Maddalena, potrebbe essere nei piani di una "rimpatriata" della US Navy. Sono solamente indiscrezioni di stampa, ma i sardi sono preoccupati per una nuova militarizzazione del territorio.

Gli americani forse si sono pentiti. La Sardegna è un posto meraviglioso non solo per la natura e la cultura sarda, ma anche, dal punto di vista militare, per la generale "tranquillità" con cui si possono fare esperimenti segreti che distruggono il territorio (vedi Quirra) e la disinvoltura con cui non si informa la popolazione sugli incidenti nelle basi (vi ricordate il sommergibile atomico Hartford? http://is.gd/eKO2pS). Insomma la Sardegna è un luogo dove si può unire, militarmente, l'utile al dilettevole, un vero peccato andarsene. Così gli americani starebbero ripensando con nostalgia a La Maddalena che hanno abbandonato nel 2008 e sembra possano caricare armi e bagagli per tornare ad installarsi dove hanno vissuto per 35 anni. Il Mediterraneo torna ad essere un mare strategico e la Sardegna è un meraviglioso porto ed enorme base militare "naturale". Sembra, secondo indiscrezioni di stampa, che già siano stati fatti dei sopralluoghi e che siano state scelte le "location". Chi smentisce l'arrivo degli USA e dei sottomarini militari è però il sindaco di La Maddalena, Angelo Comiti che dice che la notizia è "una bufala", ma la presa di posizione del presidente della regione Cappellacci "Nessuno pensi di prendere decisioni senza ascoltare la voce del popolo sardo", fa salire i sospetti. Certo è che il popolo sardo, dopo aver versato molto sangue per l'unità d'Italia, dopo aver rinunciato a molto della propria cultura (compresa la lingua) per l'Italia, dopo essere stato invaso dalle basi e dai poligoni militari (che senza alcun riguardo hanno segregato e inquinato migliaia di ettari di territorio), non si merita un'altra base "obtorto collo". Anche Legambiente prende immediatamente posizione con un comunicato da parte di Sebastiano Venneri, vicepresidente dell'organizzazione ambientalista: "Legambiente è assolutamente contraria a militarizzare nuovamente l'isola dove, dopo 35 anni, si era finalmente dato inizio ad un progetto di sviluppo territoriale. Una riconversione avviata in modo approssimativo e, di fatto, mai terminata a causa delle lungaggini e delle inadempienze del Governo che ha abbandonato a metà opere e bonifiche. Per non parlare della speculazione edilizia e degli scandali che hanno travolto l'intera attività di ricostruzione. E' necessario, quindi, riprendere al più presto con determinazione ed efficacia un processo di riconversione che restituisca alla fruibilità pubblica l'arcipelago, favorendo una crescita del territorio all'insegna della tutela ambientale e della salvaguardia paesaggistica. Solo così, infatti, quest'isola potrà dare inizio ad un futuro di sviluppo durevole."

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