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ALCOA e VINYLS: Sardegna sopra le torri degli stabilimenti

ALCOA e VINYLS uniti dalle torri occupate. A Porto Torres due operai VINYLS protestano a 100 metri sulla torre del VCM, a Portovesme nel Sulcis due operai ALCOA resistono a 55 metri su un torrino piezometrico. E la politica per molti fa solo "gazzosa". Ma prima o poi il tappo salta.

Mentre l'iPhone 5 è stato presentato a Cupertino, in ossequio alle leggi di "obsolescenza programmata" e Mario Monti si scaglia contro lo Statuto dei Lavoratori in Sardegna la crisi continua a divorare i territori facendo cadere nella disperazione gente che, spesso, c'era già caduta nei primi anni '90. All'epoca una buona fetta di trenta-quarantenni di oggi sono dovuti partire dal Sulcis e da altre parti della Sardegna in "continente" ed in altre parti del mondo, per cercare non tanto "fortuna" quanto un semplice lavoro. Partendo hanno lasciato i politici che gestiscono la Sardegna ancora oggi, e questo non può che far riflettere. Il lavoro in Sardegna si sta sgretolando e la situazione non può che rappresentare, per alcuni attenti osservatori, una cartina di tornasole di ciò che potrebbe presto succedere in altre parti d'Italia. La maggior parte degli italiani difatti non può nemmeno immaginare che cosa significhi non poter provvedere per se stessi e per i propri figli, e non comprende appieno che cosa significhi quel particolare "tipo di disperazione sociale", molto diffusa in Sardegna, provocata dalla mancanza di lavoro e dall'impossibilità di trovarlo. ALCOA e VINYLS ancora in protesta nei loro rispettivi stabilimenti, il primo al sud dell'isola, nel Sulcis a Portovesme, il secondo nel nord a Porto Torres. Giù nel Sulcis due operai sono risaliti sul torrino piezometrico dell'ALCOA (cioè il "serbatoio dell'acqua"), sono due operai ALCOA ma anche segretari della Fiom-Cgil, e della Fim-Cisl del Sulcis. Franco Bardi e Rino Barca sembrano davvero "disposti a tutto", dato che il primo giorno hanno passato una "notte terribile" sul silos, coperti solamente da un "telo di sacco" a 55 metri d'altezza. Su al nord alla VINYLS gli operai stanno ancora sopra la torcia spenta del VCM a 100 metri d'altezza (ieri era la seconda notte). Gli operai VINYLS di Porto Torres aspettano la concretezza della buona nuova che viene dal Brasile. Pare infatti che attraverso un avvocato questo "fantomatico" gruppo industriale brasiliano abbia presentato una offerta d'acquisto per tutto lo stabilimento, per continuare a produrre PVC "mantenendo" le maestranze. Si saprà di più il 17 settembre dove pare che al MISE sia organizzato un "vertice" sulla vicenda. Intanto il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci tuona sulla vicenda ALCOA: "L'azienda non venga meno a patti che richiama continuamente, ad ogni piè sospinto e dia risposte alle preoccupazione dei lavoratori". Continua il presidente della Regione Sardegna: "Un'intera Regione, un popolo come quello sardo è schierato dalla parte dei lavoratori, che in questo momento esprimono il proprio dissenso a decine di metri dal suolo. La Regione continua a vigilare e a fare tutto il possibile per promuovere la nascita di una trattativa con i soggetti interessati. Ci aspettiamo - ha concluso il Governatore - una condotta responsabile, senza riserve mentali e senza prese di posizione unilaterali". Ma qualcuno nel Sulcis pensa amaramente che quella del presidente della Regione sia "solamente gazzosa politica" dato che "i patti" come si legge sul sito ufficiale dell'ALCOA di Portovesme (http://alcoaportovesme.info) erano "chiari" (e ribaditi) da molto tempo. La paura per ALCOA è che si arrivi al 31 dicembre con un nulla di fatto e, tra Natale e Capodanno gli operai abbiano in regalo il solito "pacco". La paura per VINYLS è che finisca come il fondo svizzero Gita o gli arabi di Ramco, e cioè che tutto svanisca da un momento all'altro. Questa è la Sardegna oggi. Potrebbe essere l'Italia di domani.

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