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Processo Scazzi: tra nuove prove la telefonata tra Sabrina e Michele Misseri

E' iniziato il processo d'Appello sull'omicidio di Sarah Scazzi. Durante la prima udienza, la difesa di Sabrina Misseri ha chiesto l'introduzione nel dibattimento di nuove prove, tra cui la trascrizione di alcune telefonate, tra cui una considerata rilevante intercorsa tra padre e figlia la sera stessa che Michele Misseri ha confessato l'omicidio di Sarah Scazzi.

E' fissata per il 21 novembre la seconda udienza del processo d'Appello sull'omicidio di Sarah Scazzi, che vede imputate principali Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano, entrambe condannate in primo grado all'ergastolo nonostante si siano sempre proclamate innocenti. Fuori dal carcere, invece, Michele Misseri, che continua ad autoaccusarsi del delitto delle nipote Sarah Scazzi. Nel corso della prima udienza sono state avanzate alla Corte alcune richieste, come quella della Procura generale che ritiene ci debba essere la sospensione dei termini di custodia cautelare per Sabrina Misseri e Cosima Serrano, in carcere ormai da 4 anni. La difesa di Sabrina Misseri, invece, ha chiesto l'introduzione di nuove prove, tra cui le interviste rilasciate da Michele Misseri dopo la condanna all'ergastolo della figlia e della madre in primo grado, durante le quali ha "rappresentato le modalità attraverso le quali avrebbe ucciso Sarah Scazzi" spiega a La Stampa Tv l'avvocato Franco Coppi, precisando che queste modalità confermerebbero la tesi della difesa, è cioè che il contadino di Avetrana avrebbe ucciso per motivi sessuali. Inoltre, l'avvocato di Sabrina Misseri ha chiesto la trascrizione di alcune telefonate, tra cui una considerata rilevante intercorsa tra padre e figlia la sera stessa che Michele Misseri ha confessato l'omicidio di Sarah Scazzi, indicando in seguito anche il luogo dove aveva soppresso il cadavere della nipote. La difesa di Cosima Serrano, invece chiede un nuovo sopralluogo a casa Misseri visto che la Procura di Taranto in primo grado, per supportare la sua tesi accusatoria, avrebbe "spostato" il luogo del delitto, trasferendolo dal garage all’interno della villetta.

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