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Su Facebook foto di Sarah Scazzi: voyeurismo dell'orrore

Qualcuno ha aperto un profilo su Facebook, sotto il nome di Sarino Scazzi, postando una foto di Sarah Scazzi distesa sul freddo tavolo dell'obitorio. Colpa dei media e della "spettacolarizzazione del dolore" che creano un "voyeurismo dell'orrore", afferma la sociologa Saraceno.

Di ieri la notizia che qualcuno ha aperto un profilo su Facebook, sotto il nome di Sarino Scazzi, postando una foto della povera Sarah Scazzi distesa sul freddo tavolo dell'obitorio dell'ospedale Santissima Annunziata di Taranto.
I carabinieri, con l'aiuto della polizia postale, si stanno muovendo per capire chi può aver aperto un profilo del genere, e per quali intenzioni.
"Il voyeurismo dell'orrore ormai è abbastanza costante", afferma all'Adnkronos la sociologa Chiara Saraceno in merito alla triste e vergognosa vicenda.
La sociologa Saraceno spiega infatti che ormai "non solo c'è una spettacolarizzazione del dolore, in cui ci si compiace del dramma altrui, ma è attivo anche un fenomeno di protagonismo vicario".
Molta responsabilità riguardo questo tipo di comportamento "è sollecitato dai media", sostiene la sociologa, precisando che avviene "sia quando si tratta di drammi veri sia quando i drammi sono inventati, come in alcune trasmissioni televisive".
Insomma, "una caduta di civiltà da parte dei media stessi", continua la Saraceno che sottolinea come "il senso della privacy, il limite tra ciò che è pubblico e ciò che è privato, si è perso", concludendo che "Facebook è solo una conseguenza del processo".

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