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Scazzi,Cassazione: Sabrina e Cosima? Mancano gravi indizi colpevolezza

Per la Cassazione, l'impianto accusatorio su Sabrina Misseri e Cosima Serrano sarebbe "insussistente" e mancherebbero gravi indizi di colpevolezza. Una decisione che potrebbe riaccendere i riflettori verso Michele Misseri. E non solo quelli delle telecamere.

La Corte di Cassazione ha depositato le motivazioni in base alle quali lo scorso 26 settembre aveva annullato (http://is.gd/MPBRC6) con rinvio presso il Tribunale della Libertà di Taranto l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Sabrina Misseri e Cosima Serrano, accusate a vario titolo dell'omicidio di Sarah Scazzi. E da quello che si evince tutto farebbe pensare che buona parte dell'impianto accusatorio andrebbe perlomeno "approfondito". Prima di tutto la Cassazione fa notare ai giudici di merito che non ci possono essere due provvedimenti che contrastano con il principio del "ne bis in idem", e cioè quella "regola che permea l'intero ordinamento giuridico e fonda il preciso divieto di reiterazione dei procedimenti e delle decisioni sull'identica 'regiudicanda', in sintonia con le esigenze di razionalità e di funzionalità connaturate al sistema". In poche parole, per non creare un problema di "tenuta logica", come sottolineano i giudici della Suprema Corte, non si possono tenere in piedi due ordinanze di custodia cautelare che sostengono due versioni differenti per lo stesso delitto. In una infatti, Sabrina è accusata in concorso con il padre, Michele Misseri, e nell'altra con la madre, Cosima. Ma la Cassazione sottolinea soprattutto l' "insussistenza del quadro di gravità indiziaria in ordine ai delitti, contestati in concorso, di omicidio volontario e sequestro di persona", e cioè che non ci sarebbero gravi indizi per sostenere l'accusa, e quindi i provvedimenti restrittivi. Sembra infatti che mancherebbe "ogni riferimento a quanto accaduto tra le 14 e le 14,42 del 26 agosto, lasso di tempo fondamentale, perché in esso si colloca la consumazione dell'omicidio", mentre ciò che madre e figlia avrebbero fatto nelle ore precedenti al delitto sarebbe stato minuziosamente ricostruito. Sembra inoltre che la Cassazione metta un punto interrogativo sul fatto che nelle diverse ordinanze a carico di Sabrina Misseri si ipotizzi una volta che il delitto sia stato perpetrato in casa, un'altra volta nel garage e poi ancora nell'auto di Cosima. Anche il quadro indiziario di Cosima Serrano sembra vacillare, visto che i giudici della Suprema Corte evidenziano che "l'asserito contributo all'uccisione della nipote non è stato in alcun modo specificato, con intuitive carenze motivazionali in ordine al tipo di apporto, materiale o morale, fornito, e alla eventuale astratta configurabilità, in alternativa, di forme di favoreggiamento". La Cassazione, nelle 44 pagine di motivazioni, spiega poi che effettivamente, come sostengono i difensori di Sabrina e Cosima, ci sarebbe stata da parte dei giudici di merito "l'omessa valutazione critica" delle "diverse dichiarazioni rese da Michele Misseri", sottolineando che gli stessi non avrebbero poi preso in considerazione le perizie della difesa sui tabulati telefonici. Tabulati, stilati dai Ris esaminando le celle telefoniche di Avetrana, che sembra potrebbero dimostrare come Sabrina Misseri, al momento del delitto, fosse al telefono, tanto che la Cassazione specifica che questa sarebbe "una rilevante carenza argomentativa su un aspetto importante". Anche per l'accusa di sequestro di persona, continua poi la Cassazione, sarebbe necessaria "una più organica ricostruzione dell'accaduto". Rimarrebbero quindi in piedi solo gli indizi inerenti la soppressione di cadavere. E ciò potrebbe significare che le indagini potrebbero di nuovo essere indirizzate verso Michele Misseri, che dopo aver accusato la figlia ha ritrattato tutto e continua a sostenere di essere l'unico assassino della nipote Sarah Scazzi. L'avvocato della famiglia di Scazzi precisa solamente, parlando con l'Adnkronos, che "quello che sappiamo è che Sarah è entrata viva ed è uscita morta da quella casa in cui tra l'appartamento e il garage c'erano tre persone", dicendosi certo che "la verità su questo caso verrà fuori dal dibattimento". Grande soddisfazione, naturalmente, per i legali di Cosima Serrano e Sabrina Misseri, che ora attendono per il 12 ottobre una ulteriore decisione della Cassazione, che dovrà decidere se spostare o meno il processo da Taranto a Potenza a causa della troppa pressione ambientale, come sostengono i difensori della ragazza.

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