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Sarah Scazzi: un cordon bleu sposta l'omicidio in avanti di 2 ore?

Diciannovesima udienza del processo sull'omicidio di Sarah Scazzi. In aula interrogato il medico legale Luigi Strada, e sembrano rimanere dubbi sull'orario dell'assassinio, che forse deve essere spostato in avanti di 2 ore a causa di un cordon bleu. Confermato lo strangolamento della 15enne per mezzo di una cintura.

Nel corso della 19esima udienza del processo sull'omicidio di Sarah Scazzi ha depositato il medico legale Luigi Strada, dell'Università di Bari, che effettuò l'autopsia sul corpo della 15enne.
L'autopsia avvenne poche ore dopo il ritrovamento del cadavere di Sarah Scazzi, ed in aula il medico legale ha subito precisato che "sul corpo c'erano segni di putrefazione avanzata e la permanenza nell'acqua aveva danneggiato i tessuti, ma i segni sul collo indicano chiaramente lo strangolamento".
Strangolamento avvenuto per mezzo di una cintura, sottolinea oggi il dottor Strada, e non di una corda.
Sarah Scazzi "fu strangolata con una cintura larga circa due centimetri e mezzo che ha lasciato un solco sul collo - afferma il medico - La morte sopraggiunse in due-tre minuti per asfissia".
Nel corso dell'udienza, quindi, sono state mostrate le fotografie delle corde e delle cinture sequestrate nel garage e nell'abitazione di Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi che inizialmente si autoaccusò del delitto, tanto da indicare ai carabinieri il luogo dove la nipote fu seppellita, nel pozzo in una campagna a Contrada Mosca, poco distante da Avetrana.
Sembra invece che sussistano dei dubbi riguardo l'orario dell'omicidio. Sarah Scazzi, infatti, prima di uscire per recarsi a casa della cugina Sabrina Misseri, che l'attendeva per andare al mare, ha mangiato di corsa un cordon bleu.
Il medico legale spiega che "l'acido cloridico può aver disgregato il cibo assunto da Sarah il giorno dell'omicidio - aggiungendo - Il cordon bleu ha un peso di circa 120 grammi, ma può essere stato tranquillamente assorbito".
Non della stessa opinione i difensori di Sabrina Misseri e della madre, Cosima Serrano, convinti del fatto che per digerire completamente il cordon bleu occorrerebbero dalle due alle quattro ore. Quindi, ipotizzano i legali di Sabrina Misseri, Sarah Scazzi potrebbe essere stata uccisa circa due ore dopo rispetto all'orario indicato dai magistrati, e cioè intorno alle 14:00 di quel 26 agosto 2010.
Luigi Strada ammette infine, rispondendo ad una domanda posta dall'avvocato di Sabrina Misseri, Franco Coppi, che inizialmente fu convinto che alcune ferite riscontrate sul braccio destro di Michele Misseri potevano essere "per morfologia impronte di unghie". In aula il medico legale precisa però di aver commesso un errore di giudizio visto che "non poteva essere così perché le ferite erano profonde oltre un centimetro e ci sarebbe voluta un'unghia lunga e affilata, praticamente un artiglio".
Michele Misseri ha sempre sostenuto che queste ferite "se le era procurate mentre lavorava in un vigneto andando ad urtare contro delle punte di sarmenti tagliate a becco di flauto". Il medico legale ammette che tale versione è compatibile con le lesioni riscontrate.
Infine, Luigi Strada conferma che "la permanenza in acqua per oltre 40 giorni del corpo di Sarah Scazzi ha modificato la sua morfologia ed è stato impossibile rilevare se c'è stata violenza sessuale".

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