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Sarah Scazzi: sogno o son desto? Il mistero dell'Opel Astra di Cosima

Sequestrata l'auto di Cosima Serrano, una Opel Astra, affinché la scientifica possa esaminarla per capire se all'interno ci possono essere o meno tracce biologiche di Sarah Scazzi. Uno scrupolo dovuto anche a causa del "sogno" di un fioraio di Avetrana.

L'auto di Cosima Serrano, arrestata insieme alla figlia Sabrina e al marito Michele Misseri in merito all'omicidio di Sarah Scazzi, è stata sequestrata dagli inquirenti il giorno stesso che la donna è stata portata in carcere. Sull'Opel Astra di Cosima Serrano, infatti, la scientifica cercherà di capire se vi siano o meno tracce della piccola Sarah Scazzi. Il sequestro dell'autovettura sembra essersi reso necessario anche in seguito ad alcune dichiarazioni di un fioraio di Avetrana, che qualche settimana fa era stato sentito dai magistrati come testimone. L'uomo aveva infatti inizialmente raccontato di aver visto quel 26 agosto 2010, quando Sarah Scazzi è scomparsa, Cosima Serrano intimare alla nipote di salire sulla propria auto. "Mo' ha 'nchiana' intra la macchina" avrebbe detto Cosima Serrano alla nipote Sarah, con tono minaccioso, stando al racconto del fioraio, che rivelava di aver notato nell'auto anche un'altra sagoma, di sesso femminile con capelli "raccolti all'indietro e di colore scuro". Il fioraio però in seguito ritrattò tutto, spiegando ai carabinieri che forse quel suo ricordo avrebbe potuto essere anche un semplice sogno (la trascrizione integrale del sogno del fioraio sul Corriere della Sera - http://is.gd/nFfdDx). La scientifica dovrà quindi probabilmente anche cercare di chiarire se effettivamente Sarah Scazzi è salita su quell'auto quel 26 agosto, anche per poter accertare se Cosima Serrano abbia avuto o meno un ruolo attivo in questa brutta vicenda. Solo allora le autorità potranno ipotizzare con maggior precisione se il fioraio quel giorno era "desto" o se per caso "vittima" solo di un sogno. Nell'ordinanza di arresto di Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri, il gip Rosati scrive che "è un'allegazione, questa del sogno, offensiva per l'intelligenza degli inquirenti, ma, prim'ancora, per la memoria della piccola Sarah e per il dolore dei suoi più stretti congiunti".

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