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Sarah Scazzi: racconto zio farebbe "acqua da tutte le parti"

Oggi il fratello di Sarah Scazzi, accompagnato dal padre, è stato chiamato come persona informata dei fatti dagli inquirenti che indagano sull'omicidio della sorella. Sembrano infatti ancora da chiarire alcune dinamiche che hanno portato all'omicidio della giovane.

Oggi il fratello di Sarah Scazzi, accompagnato dal padre, è stato chiamato come persona informata dei fatti dagli inquirenti che indagano sull'omicidio della sorella.
Claudio Scazzi è stato sentito dal Tribunale di Taranto in merito a quanto detto qualche giorno prima del ritrovamento del corpo della sorella, quando ha riferito, nel corso di una trasmissione televisiva, che Sabrina Misseri e Sarah il giorno prima dell'omicidio sembra che avessero litigato.
Anche dopo la confessione dello zio di Sarah, Michele Misseri, sembrano rimanere dei dubbi sulla dinamica dell'omicidio. L'Adnkronos, per esempio, ha intervistato il criminologo Francesco Bruno che ha spiegato che "nessuno si fa strangolare senza reagire". Il professor Bruno pensa che "la ricostruzione presenta ancora troppi punti di perplessità", e forse anche gli inquirenti stanno cercando di chiarire i lati oscuri di tutta questa vicenda. Secondo il criminologo "l'azione omicidiaria non è compatibile né con i tempi, né con l'ambiente" perché non "è possibile che sia stata uccisa senza fare rumore e senza che nessuno al piano di sopra se ne accorgesse". Secondo la versione di Misseri la ragazza sarebbe scesa in garage dallo zio per salutarlo, cosa che fa sorgere delle perplessità anche alla figlia Sabrina, che infatti dopo la confessione aveva detto che "è un po' assurdo che Sarah sia scesa di sua volontà in garage per andare a salutare mio padre".
Il difensore di Michele Misseri afferma che il suo assistito "non ha detto la verità complessivamente", richiedendo una perizia psichiatrica. Gli inquirenti stanno indagando inoltre sulla possibilità che ci sia stato qualcun altro a conoscenza del delitto, e che abbia aiutato o coperto Misseri.
Insomma, se i sospetti del criminologo sono gli stessi degli inquirenti, il racconto di Michele Misseri farebbe "acqua da tutte le parti", come conclude all'Adnkronos Francesco Bruno.

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