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Sarah Scazzi, papà Giacomo: voglio una pena giusta

"Ogni volta che mi alzo dal letto non la vedo e so che non la vedrò mai più", racconta Giacomo Scazzi, il padre di Sarah Scazzi uccisa lo scorso 26 agosto nei pressi di Avetrana. Vuole una "pena giusta" per una figlia che "stava sempre lì a ridere".

"Ogni volta che mi alzo dal letto non la vedo e so che non la vedrò mai più", racconta Giacomo Scazzi, il padre di Sarah Scazzi uccisa lo scorso 26 agosto nei pressi di Avetrana, durante un'intervista rilasciata in esclusiva a "Domenica 5" e anticipata in alcune sue parti dal Tg5.
Un padre distrutto dal dolore, che anche oggi, in occasione della commemorazione dei defunti, è andato a portare un fiore sulla tomba della figlia. "Me la ricordo a mezzogiorno, ha detto voglio andare al mare subito e non ha mangiato", racconta sempre Giacomo Scazzi, rivelando: "Volevamo a tutti i costi la femmina e l'abbiamo fatta è stato il giorno più bello della mia vita". A soli 15 anni qualcuno ha stroncato la vita di Sarah Scazzi, forse è stato il reo confesso zio Michele Misseri, forse aiutato dalla figlia Sabrina Misseri che ha tirato in causa, anche se per adesso ciò che ancora si ignora è il vero movente di un omicidio che sembra ancora così assurdo. Sarah infatti fino al giorno dell'omicidio non sembrava avere nessun tipo di problemi con coloro che forse sono gli artefici del delitto. Quello che oggi, ancora una volta, chiede il padre di Sarah Scazzi è solo "una pena giusta per quello che hanno fatto" perché quello che si ricorda della figlia è che "stava sempre lì a ridere".

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