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Sarah Scazzi: omicidio premeditato. Costante attività di depistaggio

Sabrina Misseri rimane in carcere e i giudici del Tribunali, che rigettano il ricorso dei legali della ragazza, sottolineano come ci sia una "pressione psicologica esercitata dai famigliari per modificare il racconto" di Michele Misseri e una "costante attività di depistaggio".

Sabrina Misseri rimane in carcere perché il Tribunale di Taranto ha rigettato il ricorso presentato dai suoi legali contro l'ordinanza con la quale il 22 dicembre scorso il gip Martino Rosati aveva già stabilito la detenzione in carcere della ragazza.
Tra le motivazioni dell'ordinanza di oggi, composta da 28 pagine, viene anche focalizzato il ruolo non solo di Sabrina ma di tutta la famiglia Misseri che cercherebbe una "mistificazione della realtà" per influenzare Michele Misseri. Secondo i giudici del Tribunale infatti "traspare una continua pressione psicologica esercitata dai famigliari per modificare il racconto" di Michele Misseri, sottolineando poi che "è posta in essere un'abile, disinvolta e costante attività di depistaggio non solo da Sabrina ma anche da Cosima Serrano (la madre, ndr)".
Inoltre sembra che si potrbbe aprire anche una nuova pista d'indagine visto che i giudici lasciano intendere che l'omicidio diSarah Scazzi potrebbe essere stato premeditato. Non si tratta naturalmente ancora di una certezza, si specifica, ma sembra che questa nuova "tesi ne uscirebbe rafforzata dalla documentazione".
Insomma, il tentativo dei legali di Sabrina Misseri di far scarcerare la ragazza non solo non è riuscito ma potrebbe ritorcersi contro. Le lettere scritte nei giorni scorsi da Michele Misseri, quindi, a quanto pare non sembrano essere ritenute credibili ma solamente frutto di una "pressione psicologica" sull'uomo, definito dai legali della famiglia Scazzi il "solito invertebrato".

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