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Sarah Scazzi non fu uccisa per gelosia, parola di supertestimone

La "supertestimone" del delitto di Sarah Scazzi ha spiegato che dal suo punto di vista il movente dell'omicidio non sarebbe la gelosia. Anna infatti non avrebbe mai visto litigare Sabrina e Sarah per Ivano Russo, ma anzi la 15enne cercava di spronare la cugina a dichiararsi.

Anna, la "supertestimone" dell'omicidio di Sarah Scazzi, spiega che secondo lei il delitto della 15enne non è stato perpetrato per gelosia. La "supertestimone", intervistata in esclusiva a Pomeriggio Cinque di Barbara D'Urso, spiega che infatti Sabrina non provava nessuna gelosia nei confronti della cuginetta Sarah, e che non crede che il movente del delitto possa essere stata la rivalità per Ivano Russo. Anna racconta che Sabrina era "cotta" di Ivano, ma che al tempo stesso era la stessa Sarah Scazzi a spingere la cugina a dichiararsi, a fare qualche mossa che potesse "unire la coppia". Insomma, stando a quanto racconta la "supertestimone", Sarah Scazzi, pur invaghita del ragazzo come testimonierebbe anche il suo diario segreto, non "remava contro" una possibile relazione tra la cugina Sabrina Misseri e Ivano Russo. Dello stesso avviso della "supertestimone" anche Alessandro Meluzzi, consulente di parte della famiglia Scazzi. Secondo Meluzzi, infatti, il movente della gelosia non starebbe in piedi, ritirando fuori l'ipotesi che forse Sarah Scazzi possa essere stata coinvolta, suo malgrado, in un giro poco raccomandabile per una ragazzina.

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