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Sarah Scazzi: le nuove "foto shock" sono senza vergogna. Rimosse

Pubblicate e, dopo la grande indignazione dei lettori, rimosse le foto che fanno parte di quei 71 scatti (che verranno mostrate durante il processo) che ritraggono l'estrazione dal pozzo del povero corpicino ormai in decomposizione di Sarah Scazzi.

La notizia, probabilmente, avrebbe avuto un'eco maggiore se fosse stata diffusa subito dopo la fine di queste feste natalizie, che sembrano aver "sopito" buona parte degli italiani, intenti ancora a terminare gli ultimi avanzi dei tanti cenoni. Per fortuna, quindi, le foto diffuse dal Corriere.it e dal Corriere del Mezzogiorno.it, che ritraggono, fotogramma per fotogramma, l'estrazione dal pozzo del povero corpicino ormai in avanzato stato di decomposizione di Sarah Scazzi, non sembrano essere state viste da quell'impressionate numero di utenti che si erano invece riversati sulla Rete per vedere la ribattezzata "foto shock" della 15enne nell'obitorio pubblicata nell'ottobre del 2010 su Facebook (leggi http://is.gd/khVyns). Chi vi è incappato, però, non ha esitato ad esternare tutta la propria indignazione, tanto che le fotografie sono state poco dopo rimosse. Tali fotografie fanno parte di quei 71 scatti impressi dalle macchine fotografiche dei carabinieri nella notte tra il 6 e il 7 ottobre del 2010, quando Michele Misseri confessò il delitto (poi ritrattando) di Sarah Scazzi, avvenuto il 26 agosto ad Avetrana. Queste stesse foto saranno mostrate anche durante il processo, che inizierà il prossimo 10 gennaio, ma dopo la "strigliata" dell'Ordine dei giornalisti, per fortuna, difficilmente verranno mai più pubblicate o trasmesse. "L'unico sentimento che si può provare per la diffusione delle foto di quel che restava della povera Sarah Scazzi è di vergogna. Quello non è giornalismo, non il giornalismo che, nello spirito della Costituzione, serve ai cittadini" scrive in una nota il presidente del Cnog, dando voce all'indignazione di tutti i membri del Consiglio dell'Ordine, aggiungendo: "La reazione indignata dei lettori del Corriere.it e del Corriere del Mezzogiorno.it è la sana risposta di un Paese che avverte forte il bisogno di una informazione rispettosa della verità e delle persone. Non è problema di regole, che ci sono, o di norme da osservare, palesemente violate non solo in questa occasione. In troppi hanno concorso a trasformare in spettacolo la tragedia di una fanciulla nei confronti della quale, in nome dell'audience o della tiratura, è mancata ogni pietà". La nota del Cnog si conclude auspicando che "questo degrado può finire solo con decisioni esemplari degli Ordini regionali di appartenenza di chi si è reso responsabile dell'accaduto, a qualsiasi livello e senza indulgenze". Un monito utile anche in vista del processo sull'omicidio di Sarah Scazzi, che riaccenderà indubbiamente l'attenzione sulla vicenda e che vede al banco degli imputati, tra gli altri, Sabrina Misseri, Cosima Serrano (detenute e accusate di omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere) e Michele Misseri, accusato di soppressione di cadavere insieme anche al fratello Carmine e il nipote Cosimo Cosma.

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