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Sarah Scazzi: inizia processo. Michele Misseri: in aula per la verità

Martedì 10 gennaio inizia il processo più atteso dell'anno, quello del delitto di Sarah Scazzi. In aula, annuncia, ci sarà anche Michele Misseri non solo per poter guardare negli occhi la figlia Sabrina Misseri e la moglie Cosima Serrano, ma anche per dire "la verità" . Oltretutto, sembra, anche in italiano.

Sarà probabilmente il processo più seguito dell'anno, quello del delitto di Avetrana, che vede al banco degli imputati, per l'assassinio della 15enne Sarah Scazzi, 9 persone, tra cui Sabrina Misseri e Cosima Serrano (detenute e accusate di omicidio volontario, sequestro di persona, soppressione di cadavere) e Michele Misseri (accusato di soppressione di cadavere). E mentre madre e figlia continuano a tacere dal carcere, pur continuando a professarsi innocenti, Michele Misseri al contrario continua a parlare, come ha sempre fatto. Fu il contadino di Avetrana, infatti, a confessare nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 2010 l'omicidio della nipote, scomparsa dal paese in provincia di Taranto il 26 agosto di quello stesso anno. Da quel momento, Michele Misseri ha cambiato versione una decina di volte, tanto che il "mostro" di Avetrana è stato poi rilasciato dal carcere, e le "streghe" sono divenute la figlia e la madre, contribuendo (volontariamente o meno) a mischiare le carte e a rendere tale tremendo delitto ancora più misterioso. Il processo sull'omicidio di Sarah Scazzi inizierà il 10 gennaio a Taranto, e Michele Misseri annuncia che quel giorno lui in aula ci sarà, per riaffermare (dopo averlo ritrattato in passato) che ad uccidere la nipote è stato solamente lui. A Tgcom24 zio Michele annuncia infatti: "Andrò a Taranto, ho fatto già la richiesta perché io non posso uscire da Avetrana. Martedì sarò in aula - aggiungendo - e spero di rivedere Sabrina e Cosima, anche se non le posso salutare e non posso fare niente". Nonostante Michele Misseri non sembri, da sempre, particolarmente intimidito dalle telecamere, spiega di non aver ancora deciso se in aula "si farà riprendere", precisando: "Io non ho paura, perché sto dicendo la verità e affronterò tutto". "La paura ce l'avevo prima, adesso non più" continua Misseri, che ormai parla in italiano e non più in dialetto perché "nel carcere, isolato, aveva diverse persone che gli facevano da professori", sottolineando: "Ribadirò la mia colpevolezza. La verità è questa. Sono state dette delle bugie, io le ho dette ma per colpa degli altri, ho messo in mezzo mia figlia che non c'entra niente. Io a Sabrina chiedo perdono e non smetterò mai di farlo. Le scrivo le lettere ma non ho risposte e mi fa rabbia". Michele Misseri spiega quindi di essere "vittima e colpevole - aggiungendo sempre al Tgcom24 - Il mio senso di colpa è che ci sono due innocenti in carcere e una ragazza che è stata giustiziata". "Le volevamo tutti bene" continua il contadino raccontando, di nuovo, cosa sarebbe successo quel pomeriggio del 26 agosto 2010, quando Sarah Scazzi raggiunge la villetta dei Misseri perché attesa dalla cugina Sabrina per andare al mare e, secondo il racconto dello zio, sarebbe scesa nel garage. "All'improvviso mi è successo questo - spiega Michele Misseri - Quella mattina ero nervoso: mia moglie non mi cucinava più, Sabrina mi cucinava ma sembrava seccata, dormivo sulla sdraio, il trattore non partiva. Poi è arrivata Sarah e io ero nervoso, quindi ho fatto una cosa brutta. Ma in vita mia sono stato sempre bravo. Quello era un periodo particolare". "Io ho sempre detto di essere colpevole. Non ho fiducia nella legge terrena, chissà quanti innocenti ci sono in carcere" aggiunge quindi il contadino di Avetrana, concludendo: "Martedì guarderò Cosima e Sabrina ma so che loro non mi guarderanno. Saranno piene di odio. Perché loro mi odiano per quello che ho fatto".

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