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Sarah Scazzi e i tempi dell'omicidio ballerini

Michele Misseri non vuole vedere più nessuno fino all'incidente probatorio, neanche i familiari. E intanto gli inquirenti cercano di districarsi tra ricordi frammentati e tempistiche discordanti.

Il delitto di Avetrana sembra non trovare delle certezze assolute. Gli inquirenti in questi mesi si stanno districando tra testimonianze, tabulati telefonici e soprattutto le varie confessioni di Michele Misseri, manco fosse Hannibal Lecter, crudele quanto intelligente.
Michele Misseri spesso si fa fatica, invece, anche ad interpretare quello che dice, e forse anche per questo chi indaga sull'omicidio si Sarah Scazzi cerca di trovare più prove possibile per capire chi effettivamente ha ucciso la bionda 15enne, e soprattutto quando.
In questi giorni, infatti, gli inquirenti stanno cercando di stabilire con sicurezza in che arco di tempo è stata uccisa Sarah Scazzi. La badante rumena che lavora in casa Scazzi afferma di aver visto uscire Sarah alle 14.00 ma verrebbe smentita da una coppia di ragazzi che, con le dovute cautele, giurano di averla vista intorno alle 14.25 sulla strada che porta fino a casa Misseri.
Se fosse la testimonianza della badante ad essere presa in considerazione, allora l'orario del delitto potrebbe essere anticipato, in maniera tale che Sabrina e il padre avrebbero avuto molto più tempo per uccidere Sarah Scazzi e nascondere il corpo nella Seat Marbella prima dell'arrivo di Mariangela. Tempo che si ridurrebbe invece ad una manciata di minuti se invece valesse la testimonianza dei ragazzi.
Questo punto sarà un'altro fatto che Michele Misseri dovrà chiarire venerdì prossimo nel corso dell'incidente probatorio, perché sarà quella la versione dei fatti che poi varrà in Tribunale.
Intanto zio Michele ha affermato che fino a quel giorno non vuole ricevere né le visite dei familiari né degli psicologi.

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