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Sarah Scazzi:Sabrina e Cosima ancora in carcere. Appello in Cassazione

Sabrina Misseri e Cosima Serrano rimangono in carcere. Il tribunale del Riesame ha rigettato i ricorsi presentati, anche se il legale di Cosima annuncia l'appello in Cassazione, nella speranza che "vengano valutati con equilibrio sogni, dichiarazioni e interpretazioni".

Il Tribunale del Riesame di Taranto ha rigettato i ricorsi presentati dai difensori di Sabrina Misseri e Cosima Serrano, che quindi rimangono in carcere. Il ricorso era stato presentato per contestare l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa lo scorso 26 maggio nei confronti appunto di Sabrina e Cosima, accusate a vario titolo dell'omicidio di Sarah Scazzi. Il legale di Cosima Serrano sembra un po' deluso da tale decisione, pur sottolineando l'assoluta "fiducia nella magistratura". Ma l'avvocato Franco De Jaco non si dà per vinto e annuncia che farà appello alla Cassazione, augurandosi che nelle "fasi successive vengano valutati e approfonditi con equilibrio sogni, dichiarazioni e interpretazioni". In questi ultimi giorni, infatti, si è molto parlato del sogno del fioraio di Avetrana, che racconta inizialmente di aver visto Cosima intimare a Sarah Scazzi di salire sulla sua auto proprio il giorno della scomparsa della ragazzina di Avetrana. Testimonianza in seguito ritrattata ma sulla quale forse gli inquirenti intendono vederci chiaro, tanto che lunedì prossimo sarà ascoltata anche una ex commessa del fioraio, ora in Germania per lavoro, che avrebbe ricevuto delle confidenze del suo ex datore di lavoro. Riguardo le interpretazioni citate, forse i legali di Cosima Serrano si riferiscono anche a quella intercettazione ambientale in carcere tra la donna e il marito Michele Misseri. "Ma se tu vuoi che dica che l'ho violentata lo dico" chiederebbe il Michele Misseri a Cosima, che risponderebbe però: "No, no la verità, la verità", tanto che il marito chiuderebbe con un: "No, che tu stai facendo capire così...". Frasi che sembra siano state considerate dall'accusa come un atto volto ad indurre Michele Misseri ad addossarsi colpe non sue.

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