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Sarah Scazzi: Michele Misseri misogino o vittima del girl power

Michele Misseri cambia versione per l'ennesima volta. Prima era innocente, poi è diventato un mostro, poi Cenerentolo ed infine quesi la "seconda" vittima di questo orrendo omicidio che sembra diventare ogni giorno di più una sceneggiata. Misogino o succube del girl power?

Michele Misseri cambia versione per l'ennesima volta. Prima era innocente, poi è diventato un mostro, poi Cenerentolo ed infine quasi la "seconda" vittima di questo orrendo omicidio che sembra diventare ogni giorno di più una sceneggiata, almeno per la televisione e molti organi di stampa.
Michele Misseri il 4 novembre chiama pm e investigatori a raccolta nel carcere di Taranto per fornire le cosiddette "dichiarazioni spontanee" che però hanno tanto l'aria di essere ben pensate. Ritratta tutto, tranne il vilipendio di cadavere, ma tanto i Ris probabilmente diranno che le analisi sul corpo della povera Sarah Scazzi sono inficiate dal fatto che il piccolo corpo è rimasto 42 giorni dentro l'acqua, in fondo a quel pozzo dove l'ha gettato Michele Misseri. Questo infatti zio Michele, come ormai tutti lo chiamano, non può ritrattarlo, perché è stato lui a portare i carabinieri e gli inquirenti sul luogo dell'occultamento di cadavere, esattamente come ha fatto di nuovo sabato scorso. Secondo indiscrezioni, Michele Misseri sarebbe crollato confessando che lui, quel pomeriggio del 26 agosto scorso ad Avetrana, dormiva sulla sdraio dopo essersi preparato il pranzo da solo, nonostante il duro lavoro dei campi. E' infatti così che i media stanno in questi ultimi giorni descrivendo Michele Misseri, l'uomo dal berretto verde consumato dal sole e dalla terra, reso quasi schiavo da una famiglia "girl power".
Michele Misseri sarebbe stato quindi svegliato dalla figlia Sabrina che gli avrebbe detto di scendere in garage perché aveva combinato "un casino". E Michele Misseri, vedendo il corpo della nipote Sarah a terra, strangolata ora da una cintura (prima era una corda) avrebbe rassicurato la "virago" Sabrina: "Non ti preoccupare mi prendo tutta la colpa io". Carica quindi in macchina il corpo senza vita di Sarah Scazzi e lo porta fino alla ormai famosa contrada Mosca, ma prima abusa del cadavere, sembra addirittura due volte (e non si capisce perché visto che lui, non avendo ucciso Sarah, avrebbe dovuto provare solo pietà ed essere affranto per una tragedia del genere), il tutto in soli 40 minuti.
Per l'accusa questa ultima ricostruzione di Michele Misseri è credibile e, se è vero quanto riporta la stampa, anche per gli investigatori "il quadro sarebbe completo". Solo i difensori di Sabrina, che dal carcere continua a professarsi innocente e a dire che il padre è ormai pazzo, sostengono che Michele Misseri non è affidabile. All'Apcom l'avvocato Vito Russo ha spiegato: "Che credibilità può avere un uomo che continua a cambiare versione ogni volta che gli inquirenti lo interrogano? - sostenendo anche che l'uomo potrebbe essere affetto da misoginia - Ecco perché ha ucciso Sarah e adesso si vuole vendicare con Sabrina e le altre donne di casa".
Finora purtroppo nessuno sa con certezza chi ha ucciso la 15enne Sarah Scazzi ma ciò che dovrebbe essere chiaro, e che una società in piena dissonanza cognitiva sembra non recepire, è che in qualsiasi tribunale le confessioni e le ritrattazioni di Michele Misseri non potranno essere portate come prova inconfutabile, se non nei tribunali televisivi.
Intanto Cosima, moglie di Michele e madre di Sabrina, è sconvolta. Prima di tutto perché in queste ore sembra che si voglia tirare in ballo anche lei, visto che la "corda di canapa" (ma non l'aveva bruciata zio Michele?) che sarebbe servita a far scendere nel pozzo il cadavere di Sarah, sembra sia stata ritrovata nell'auto di Cosima, sotto indicazione dell'uomo. La cintura nuova arma del delitto, invece, era nella Seat Marbella che ha trasportato il cadavere e che è sotto sequestro dal 7 ottobre scorso (anche se finora sembra che nessuno abbia mai associato i segni sul collo di Sarah con quelli di una cintura dei pantaloni).
"Lo voglio vedere in faccia - afferma ora convinta Cosima che vuole andare a trovare il marito in carcere - A questo punto è ora che dicano tutti finalmente la verità. Quelli che hanno fatto e anche quelli che non hanno fatto".

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