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Sarah Scazzi: Michele Misseri ha violentato il cadavere o no?

Venerdì 19 novembre Michele Misseri dovrà raccontare in sede di incidente probatorio quanto avvenuto il giorno dell'omicidio di Sarah Scazzi, davanti alla figlia Sabrina. E si cercherà forse anche di capire se zio Michele ha violentato o meno la nipote.

Venerdì 19 novembre Michele Misseri dovrà raccontare per l'ennesima volta cosa cosa è successo quel tragico giorno del 26 aprile scorso, quando la piccola Sarah Scazzi veniva uccisa da uno dei suoi familiari. L'ultima versione di Michele Misseri lascia ricadere tutta la colpa sulla figlia Sabrina, rimasta in carcere dopo la sentenza di ieri del Tribunale del Riesame di Taranto.
Da venerdì prossimo quello che racconterà zio Michele rimarrà agli atti come la versione definitiva, visto che l'interrogatorio si svolgerà in sede di incidente probatorio. Questa volta però ad assistere all'interrogatorio ci sarà anche Sabrina, visto che il gip Rosati ha permesso alla ragazza di avere una specie di faccia a faccia con il padre, anche se lei non potrà interagire con l'imputato. Forse l'intenzione è quello di far crollare definitivamente, almeno da uno dei due, il muro di menzogne e giochi di parole che in questi mesi ci hanno abituati.
Sabrina Misseri si proclama innocente e Michele Misseri non si capisce neanche se ha commesso il reato di vilipendio di cadavere. Dalle analisi effettutati sul corpo della 15enne sembra impossibile risalire con certezza se c'è stata o meno violenza, visto che il cadavere è rimasto sommerso in acqua per 42 giorni.
In queste ore spuntano fuori pezzi del verbale stilato lo scorso 5 novembre, durante l'ultimo interrogatorio di Misseri, quando ha incolpato la figlia.
Allora tutti giornali titolavano che Michele Misseri aveva confermato il vilipendio di cadavere, ma sembrano rimanere dubbi sull'affidabilità dei ricordi dell'uomo e sulla ricostruzione dei fatti.
"Certamente la volevo violentare (Sarah Scazzi, ndr)- dice Michele Misseri agli inquirenti che lo interrogano - ma non ce l'ho fatta". L'uomo afferma quindi di essersi spogliato, ma poi di non aver avuto il coraggio di violentarla.
"Io ho parlato di così sai perché? Non mi crede nessuno perché una volta che l'ho spogliata (a Sarah, ndr), chi è che mi crede? Nessuno. Ecco perché ho detto così", continua Misseri che con queste poche frasi sconclusionate sembra ritrattare l'abuso sul corpo e di averlo raccontato solo per rendere più credibile la sua confessione di colpevolezza.
A questo punto interviene Roberta Bruzzone, la criminologa consulente di Daniele Galoppa, legale di Misseri, che chiede all'uomo di spiegare esattamente cosa ha fatto quel giorno a Sarah prima di occultare il cadavere e lui avrebbe risposto "violentata", ribaltando nel giro di pochi minuti quanto affermato prima.

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