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Sarah Scazzi, Michele Misseri: Sabrina cambiata, non l'ho riconosciuta

La prima udienza preliminare del processo sull'omicidio di Sarah Scazzi è stata rinviata al 10 ottobre. In aula erano presenti la famiglia Scazzi, che ha chiesto 33 milioni di euro di danni, e i Misseri, che si sono guardati appena.

I difensori di Sabrina Misseri, gli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia, hanno chiesto la rimessione del processo ad altra sede per incompatibilità ambientale perché "l'abnorme interesse mediatico" che si è sviluppato intorno all'omicidio di Sarah Scazzi "non può essere considerato esclusivamente fenomeno di rilevanza sociologica o di costume" ma ha contribuito a generare "anche un pesantissimo condizionamento ed inquinamento dell'attività inquirente e giurisdizionale". E così, accogliendo la richiesta, il gup del tribunale di Taranto Pompeo Carriere ha sospeso questa prima udienza preliminare rinviandola al 10 ottobre prossimo. Gli atti ora saranno trasmessi in Cassazione, che giudicherà sulla domanda di rimessione del processo. Il 14 ottobre, invece, scadranno i termini di custudia cautelare di Sabrina Misseri, una delle principali imputate del delitto di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa il 26 agosto scorso ad Avetrana e ritrovata, dopo la confessione di Michele Misseri, tra il 6 e il 7 ottobre in fondo ad un pozzo.
Sabrina Misseri, insieme alla madre Cosima Serrano, sono accusate di omicidio e sequestro di persona e, insieme a Michele Misseri (marito di Cosima) e a un fratello e un nipote di quest'ultimo (Carmine Misseri e Cosimo Cosma) anche della soppressione del cadavere. In tutto, però, sono 13 gli imputati, con accuse a vario titolo. La Procura di Taranto sembra ormai essere sicura dell'impianto accusatorio, e durante il processo sosterrà che Sabrina Misseri uccise la cugina Sarah Scazzi in casa (e non nel garage), aiutata dalla madre Cosima Serrano, per motivi di gelosia. A nascondere il corpo, sempre secondo l'accusa, Michele Misseri con l'aiuto del fratello e di un nipote. Sabrina Misseri, però, continua a professarsi innocente e come afferma il suo legale Franco Coppi all'Ansa "è ben determinata a difendersi, non sarà passiva". L'avvocato sottolinea infatti che Sabrina, anche se "molto provata" dal fatto di essere ormai da quasi un anno in custodia cautelare in carcere, dall'altra "è ben determinata a difendersi" perché si considera "vittima di un'ingiustizia". E a continuare a sostenere l'innocenza di Sabrina è anche il padre Michele Misseri, che dopo averla accusata dell'omicidio di Sarah Scazzi ha cercato in tutti i modi di convincere gli inquirenti che quella confessione era solo una falsità. Durante l'udienza preliminare, Michele Misseri, Cosima Serrano e Sabrina si sono ritrovati nella stessa aula, ma essendo stati separati da un gabbiotto di muratura si sono potuti appena intravedere. Michele Misseri, che è stato scarcerato diverse settimane fa, ha poi raccontato l'emozione provata nel rivedere la moglie. "Cosima l'ho vista da lontano dal vetro, c'è stata un'emozione fortissima perché mi è venuto da piangere - racconta il contadino di Avetrana - La volevo abbracciare però non è stato possibile. Ci siamo guardati con la coda dell'occhio". Michele Misseri spiega invece di aver riconosciuto a malapena la figlia, come racconta al Tg5: "Sabrina non l'ho riconosciuta, è cambiata tutta, l'ho trovata malissimo, non l'ho trovata bene, l'ho trovata molto dimagrita - ammettendo - Se l'avessi incontrata in mezzo alla strada non l'avrei riconosciuta". In aula anche la famiglia di Sarah Scazzi, la madre Concetta Serrano Spagnolo, il padre Giacomo e l'altro figlio, fratello della vittima, Claudio, che si sono costituiti parte civili. La richiesta di risarcimento danni nei confronti dei Misseri, depositata dai legali della famiglia Scazzi, ammonta a ben 33 milioni di euro, con una provvisionale di 300mila euro.

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