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Sarah Scazzi: Garante privacy chiede spiegazioni ad editori

Troppe fughe di notizie sul caso Sarah Scazzi. E così il Garante della privacy a chiesto agli editori di Rai, Rti, Sky e Telecom "a voler specificare se hanno diffuso i dati concernenti le indagini" per "verificare la liceità del trattamento" come spiega il Codacons.

Troppe fughe di notizie sul caso Sarah Scazzi, troppe persone che vendono foto, audio, trascrizioni di intercettazioni che non dovrebbero invece uscire dalla Procura di Taranto oppure direttamente se stessi, per un poco di notorietà e pubblicità in televisione. E il Garante della privacy ora sembra volerci vedere chiaro. Dalla scomparsa di Sarah Scazzi e soprattutto da quando Michele Misseri, zio della 15enne, ha confessato il delitto e poi ha accusato anche la figlia Sabrina di concorso in omicidio, vi è stato un continuo scoop, e spesso si ipotizza in cambio di ingenti somme di denaro. Il Codacons, quindi, ha presentato un esposto sulla vicenda e riferisce che il Garante della privacy ha aperto una istruttoria preliminare per violazione della privacy relativamente all'omicidio di Sarah Scazzi. In particolare il Garante si è rivolto a Rai, Rti, Sky e Telecom invitando gli "editori a voler specificare se hanno diffuso i dati concernenti le indagini sull'omicidio di Sarah Scazzi e, in caso affermativo, a far pervenire, entro il 4 novembre le proprie osservazioni", come riporta l'Apcom.
In merito a tale richiesta il Codacons spiega che servirà per "verificare la liceità del trattamento in rapporto alla disciplina sul segreto delle indagini preliminari e al divieto di pubblicazione degli atti giudiziari nonché in rapporto alle garanzie poste dal Codice in materia di protezione dei dati personali".

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