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Sarah Scazzi: Carmine Misseri parla di quelle telefonate sospette

Sono stati arrestati il fratello e il nipote di Michele Misseri, accusati di aver aiutato l'uomo a nascondere il cadavere di Sarah Scazzi. A "Chi l'ha visto?" parla Carmine Misseri, il fratello, che spiega anche quelle telefonate sospette per gli inquirenti.

"Non è niente vero. Io di tutta questa faccenda non ne so niente" spiegava Carmelo Misseri, fratello di Michele, poche ore prima di essere arrestato con l'accusa di aver aiutato l'uomo a nascondere il cadavere di Sarah Scazzi.
Maria Monticelli di "Chi l'ha visto?", infatti, aveva intervistato Carmine Misseri il 22 febbraio. La mattina dopo all'alba, l'uomo e Cosimo Cosma, nipote di Michele Misseri, venivano arrestati.
A "Chi l'ha visto?" Carmine Misseri racconta che il 26 agosto, come ogni giorno, lui e il fratello Michele si sono incontrati "sul lavoro" dei campi circa alle 6 del mattino, spiegando che ognuno aveva da fare i suoi "servizi", finché non si sono lasciati per ritornare ognuno nelle proprie case circa alle 12,30. "Dopo le 6 ore di lavoro, ognuno prende la sua strada, lui ad Avetrana ed io a Manduria" racconta Carmine a Maria Monticelli.
Ma alle 15,08, come rivelano i tabulati telefonici, Michele Misseri telefona a Carmine. Il cellulare di Michele aggancia la cella telefonica di San Pancrazio, che copre l'area dove si trova il pozzo in cui è stato nascosto il cadavere di Sara Scazzi. Stando sempre ai tabulati, invece, il cellulare di Carmine Misseri è stato agganciato dal ripetitore di Manduria. Gli inquirenti, infatti, ipotizzano che Carmine fosse a casa quando chiamato dal fratello Michele, e non alla "Marina" come avrebbe raccontato invece la moglie durante un'interrogatorio e lo stesso Carmine, anche all'intervistatrice.
"Proprio quel giorno là io stavo in campagna alla Marina con mia moglie a piantare la verdura" spiega Carmelo che continua ricordando che Michele Misseri gli avrebbe detto: "Carmè, ho litigato in casa e sto in campagna, se ti chiama mia moglie Cosima dille che sono alla masseria che sono scappati i cavalli".
Versione questa che sembra non convincere troppo gli inquirenti per vari motivi, uno dei quali il fatto che la conversazione sarebbe durata troppo poco (37 secondi) per spiegare una scusa da raccontare in caso Cosima Serrano avesse mai chiamato.
Ma un'altro particolare insospettisce i magistrati. Cosima Serrano non solo non aveva rapporti con Carmine ma addirittura non avrebbe avuto neanche il numero del suo cellulare, come conferma anche il fratello di Michele Misseri a Maria Monticelli di "Chi l'ha visto?".
Fino al giorno dell'uccisione di Sarah Scazzi, 26 agosto 2010, Carmine e Michele poi non hanno mai avuto nessun tipo di rapporto, a parte lavorativo, come spiega anche l'uomo durante l'intervista. Suona quindi strano a chi sta portando avanti le indagini sul delitto di Avetrana il fatto che lo stesso 26 agosto Carmine abbia chiamato Michele Misseri ben 4 volte dopo quella telefonata delle 15,08 (rispettivamente alle 17,25, alle 19,36, alle 21,03 e alle 21,42). Carmine spiega le telefonate in questo modo: "Dopo più di due ore l'ho chiamato per vedere se era rientrato a casa" al che Michele Misseri gli avrebbe detto che Sabrina lo aveva informato che Sarah era sparita.
"E io gli ho detto, magari è solo una scappatella - continua Carmine - Dopo un po', ancora eravamo in campagna, ha detto mia moglie 'chiama pure per umanità, vediamo se è rientrata'".
Come si legge dall'ordinanza però, da allora ci sono state numerose telefonate tra i due fratelli, e un'altro paio in particolare insospettiscono per la coincidenza degli avvenimenti.
"Risulta allora indubbiamente suggestivo che, tra quei pochi, uno sia avvenuto, sebbene per iniziativa di Michele, il 29 di settembre, alle ore 10,45: ovvero poche ore dopo il falso ritrovamento del cellulare della vittima da parte dello stesso Michele - si legge nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere - Ed un'altro, questa volta su chiamata di Carmine, il 6 ottobre, alle ore 16.31, quando suo fratello si trovava nella caserma dei carabinieri per essere interrogato e la relativa notizia era stata ampiamente diffusa da tutti i media nazionali".

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