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Sarah Scazzi: Carmine Misseri cosa fece nel buco di 2 ore dell'alibi?

L'alibi di Carmine Misseri, arrestato con l'accusa di aver aiutato il fratello Michele Misseri a nascondere il cadavere, avrebbe un buco di due ore, e a far sospettare gli inquirenti tabulati telefonici e intercettazioni ambientali.

Carmine Misseri e Cosimo Cosma, rispettivamente fratello e nipote di Michele Misseri, l'uomo in carcere con l'accusa di aver ucciso la nipote Sarah Scazzi e averne nascosto il corpo, sono stati ascoltati il 24 febbraio nel corso dell'interrogatorio di garanzia. Di Cosimo Cosma il legale ha riferito che il suo assistito avrebbe risposto a tutte le domande ma che avrebbe respinto categoricamente tutte le accuse che gli sono state mosse. Gli inquirenti hanno infatti il forte sospetto che Carmine Misseri e Cosimo Cosma, detto Mimino, abbiano aiutato Michele Misseri a nascondere nel pozzo-cisterna a Contrada Mosca il cadavere di Sarah Scazzi. In merito all'interrogatorio di Carmine, invece, non è ancora trapelato niente, ma in queste ore l'attenzione dei media si starebbe focalizzando principalmente su un particolare evidenziato dagli inquirenti e riportato nell'ordinanda di custodia cautelare in carcere dei due uomini.
L'accusa crede che Michele Misseri non possa aver occultato il cadavere di Sarah Scazzi da solo, in particolar modo per un motivo, e cioè che avrebbe avuto troppo poco tempo. Alle 14,55, infatti, "quando già l'omicidio della piccola Sarah sicuramente era avvenuto", si legge nell'ordinanza, Michele Misseri era "ancora nei pressi della sua abitazione", come da testimonianza di Mariangela Spagnoletti, fatto che sarebbe confermato anche perché l'uomo ricevette una telefonata da parte di Sabrina proprio a quell'ora e la chiamata fu agganciata al ripetitore che copre l'abitazione dei Misseri.
Ma è ormai accertato, anche per stessa ammissione di Michele Misseri, che l'uomo si allontanò dall'abitazione per andare a nascondere il corpo di Sarah Scazzi. Stando alle varie testimonianze, l'auto di Michele Misseri sarebbe stata parcheggiata di nuovo davanti alla casa alle ore 15,45. Gli inquirenti sottolineano che solo per andare e tornare dalla località dove è stato ritrovato il corpo della 15enne servono come minimo 25 minuti. Michele Misseri, quindi, avrebbe dovuto nei soli 20 minuti rimanenti "allontanarsi da casa; raggiungere in auto il terreno con il grande albero di fico, sotto il quale avrebbe scaricato, spogliato e poi rivestito e rimesso in macchina il corpo della nipote; spostarsi, quindi, fino alla cisterna interrata, individuarla e ripulirla dalle fitte arbacce che la infestavano, denudare nuovamente la ragazzina, rimuovere il pesante masso che ostruiva l'imboccatura del pozzo, imbracare il corpo con una corda, calarvelo all'interno e riapporvi il masso; dopo di che, rimettersi in macchina, raggiungere un'altro luogo poco distante, dar fuoco ai vestiti e allo zainetto della vittima ed attendere che il fuoco li bruciasse completamente; e, quindi, infine, raggiungere nuovamente la sua abitazione, parcheggiare la macchina e trovarsi, intorno alle 15:45, a raccogliere fagiolini con il cognato (Giuseppe Serrano, ndr)", come riporta l'ordinanza.
Gli inquirenti non credono quindi che sia plausibile tale scenario e, in base a varie ipotesi investigative supportate dai tabulati telefonici e da intercettazioni ambientali, sostengono che Carmine Misseri e Cosimo Cosma possano aver avuto un ruolo in questa fase di occultamento di cadavere.
Cosimo Cosma abiterebbe nei pressi della zona dove è stato nascosto il corpo di Sarah Scazzi, tanto che Michele Misseri "non avrebbe avuto nemmeno la necessità di mettere mano al telefono". Carmine Misseri, invece, è stato chiamato dal fratello alle 15,08 e 26 secondi, e la conversazione è durata solo 37 secondi, il tempo sufficiente per chiedergli di raggiungerlo, secondo l'accusa.
Carmine poi richiama il fratello alle 17,25, ed è questo buco di due ore che insospettisce gli investigatori. Carmine afferma che avrebbe passato il pomeriggio con la moglie a fare la verdura in una localita chiamata "Marina", ma stando ai tabulati telefonici sia la chiamata delle 15,08 che quella delle 17,25 avrebbe agganciato la cella di Manduria.
Gli inquirenti sembrano ipotizzare quindi che Michele abbia chiamato il fratello, che stava a casa. Questo si sarebbe mosso per aiutarlo a seppellire il corpo di Sarah Scazzi e sarebbe ritornato a casa, per poi richiamare Michele Misseri una volta rientrato nella sua abitazione di Manduria. Ad avvalorare questa tesi anche alcune intercettazioni ambientali, dove la moglie di Carmine Misseri avrebbe detto parlando col marito: "...porto un rancore verso quella famiglia adesso, che tu non ne hai neanche l'idea...ma proprio, guarda, è più forte di me...che mi hanno messa nei guai, anzi e meno male che ho detto che stavi tu con me quel giorno".
"E, se la moglie ha mentito agli inquirenti - si legge nella motivazione di custodia cautelare - e lo ha fatto per 'salvargli le chiappe', evidentemente egli aveva qualcosa di grave da dover nascondere".

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