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Processo Sarah Scazzi: Sabrina Misseri "stato depressivo" ma no domiciliari

I legali di Sabrina Misseri, condannata all'ergastolo in primo grado per l'omicidio di Sarah Scazzi, avevano presentato una istanza di scarcerazione per la loro assistita, oppure i domiciliari "in conseguenza dell'oggettivo stato depressivo nel quale versa". La Corte di Assise di Taranto ha però rigettato l'istanza.

I legali di Sabrina Misseri, condannata in primo grado insieme alla madre Cosima Serrano all'ergastolo per l'omicidio di Sarah Scazzi, avevano presentato una istanza di scarcerazione davanti alla Corte di Assise di Taranto. Franco Coppi e Nicola Marseglia, i difensori di Sabrina Misseri, lamentavano infatti il mancato deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado e le precarie condizioni di salute in cui versa la cugina di Sara Scazzi, uccisa il 26 agosto 2010. Per la soppressione del cadavere di Sarah Scazzi è stato invece condannato Michele Misseri, padre di Sabrina che dapprima si autoaccusò del delitto salvo poi tirare in ballo la figlia ed infine ribadire di essere l'unico colpevole per la morte della 15enne di Avetrana. I legali di Sabrina Misseri nella istanza di scarcerazione sottolineavano come "da tempo" la ragazza, detenuta nel carcere di Taranto, è "sottoposta ad osservazione psichiatrica in conseguenza dell'oggettivo stato depressivo nel quale versa". Per questo motivo, Coppi e Marseglia chiedevano, in subordine, la concessione a Sabrina Misseri di poter usufruire degli arresti domiciliari in casa della zia Emma Serrano, sorella di Cosima nonché di Concetta Serrano, madre di Sarah Scazzi. La Corte di Assise di Taranto ha però rigettato l'istanza, e così Sabrina Misseri, che si è sempre proclamata innocente per l'omicidio di Sarah Scazzi, rimarrà in carcere in attesa del processo di secondo grado.

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