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Fratello Sarah Scazzi da Lele Mora: non sono come Azouz Marzouk

Claudio Scazzi, fratello di Sarah, bussa alla porta di Lele Mora perché "crede di avere delle potenzialità per lavorare in TV". E se i media spesso speculano sul delitto di Avetrana c'è da dire che questo gesto sembra evidenziare che ormai non ci si ferma davanti a niente.

Lo scenario che avvolge l'omicidio di Sarah Scazzi diventa sempre più inquietante anche grazie ai protagonisti di questa assurda tragedia. Mentre da una parte si punta il dito, giustamente, verso i media che spesso speculano sul delitto di Avetrana dall'altra i familiari della 15enne non hanno certo disdegnato di apparire davanti ad una telecamera, fin dal giorno della scomparsa della ragazzina. Non da ultimo il fratello maggiore di Sarah Scazzi, che confessa al settimanale "Oggi", in edicola domani, di aver bussato alla LM Management, cioè l'agenzia di Lele Mora.
"Sento di avere una potenzialità per lavorare in TV e sono venuto da Mora per capire se ha qualche idea per me", spiega candidamente Claudio Scazzi all'intervistatore. E pensare che il ragazzo voglia cavalcare l'onda del momento nonostante la tragedia che si è abbattuta sulla sua famiglia sembra per lo meno lecito, tanto che il giornalista di Oggi gli chiede se ha per caso intenzione di "fare come Azouz Marzouk che dopo la strage (di Erba, ndr) della sua famiglia, tentò la strada dello spettacolo". Ma Claudio Scazzi nega di avere quella intenzione affermando che "a un'agenzia di Torino, che mi proponeva di diventare il nuovo Azouz" avrebbe "già detto no".
Quello che vuole fare nel mondo dello spettacolo però non è chiaro nemmeno a Claudio, sa solo che crede di "avere delle potenzialità" e che non gli "dispiacerebbe la televisione".
Lele Mora, comunque, gli avrebbe risposto che "non sarebbe adatto", anche perché dopo i guai giudiziari a causa di Ruby Rubacuori forse non sarebbe stata una scelta azzeccata, almeno dal punto di vista di immagine.
Lele Mora, però, avrebbe promesso al ragazzo che lo avrebbe aiutato nella "raccolta di fondi da destinare alla costruzione di un canile" dedicato a Sarah Scazzi.
Nella speranza che venga stabilita una verità certa in merito all'omicidio di Sarah Scazzi, quello che è sicuro è che questa vicenda sta evidenziando il lato peggiore della nostra cosiddetta società civile, che ormai non sembra più basata sulla pietas ma solo sulla spettacolarizzazione del dolore.

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