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Bondi: Cari compagni ex comunisti, non sfiduciatemi

Il Ministro della Cultura Sandro Bondi scrive ai suoi "cari compagni ex comunisti" spiegando in una lettera perché il PD non dovrebbe sfiduciarlo sostendendo che vi sarebbe un "clima pregiudizialmente ostile", forse proprio per il suo passaggio dal Pci a Forza Italia.

Alla vigilia della mozione di sfiducia nei suoi confronti, il Ministro dei beni e delle attività culturali Sandro Bondi non sa più a chi appellarsi per riuscire a mantenere poltrona e incarico. Ieri aveva scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "in riferimento agli articoli pubblicati da alcuni quotidiani e alle agenzie di stampa che riferiscono di dichiarazioni pronunciate dall'On. Fini". Fini infatti, con il suo Polo della Nazione rischia di essere l'ago della bilancia il giorno del voto in Parlamento.
Oggi invece, attraverso le pagine de Il Foglio, Sandro Bondi si appella ai suoi "cari compagni ex comunisti" spiegando in una lettera perché il PD non dovrebbe sfiduciarlo.
Sandro Bondi, prima di "abbandonare la sinistra", infatti, fin da giovanissimo ha militato "nelle file del Partito comunista italiano, come cattolico di sinistra", come ricorda che lo definì "il compianto e amico don Gianni Baget Bozzo".
"Riconosco ancora nei principali leader della sinistra e in particolare a Bersani, Veltroni e Fassino un residuo di concezione seria della politica e di rispetto nei confronti degli avversari politici, almeno questo è quanto io ho imparato dalla scuola del Partito Comunista" inizia infatti la lettera di Bondi.
Per questi motivi Bondi chiede di fermarsi e "di riflettere prima di presentare contro di me un atto parlamentare così spropositato, pretestuoso e dirompente sul piano umano, che rappresenterebbe un'onta non per me che lo subisco ma per voi che lo promuovete".
Sandro Bondi chiede per quale motivo vogliono la sua testa (in senso metaforico naturalmente): "I crolli avvenuti a Pompei? Non posso crederci. Sapete bene che altri crolli sono avvenuti nel passato, e probabilmente avverranno anche nel futuro" (il che comunque non è certo rassicurante detto da un Ministro dei beni e delle attività culturali).
Bondi assicura anche che nei prossimi giorni sarà "probabilmente in grado di annunciare alcuni risultati ottenuti per quanto riguarda il rifinanziamento degli incentivi fiscali a favore del cinema e del fondo unico per lo spettacolo", e quindi anche questo non può essere un motivo valido per chiedere la sua sfiducia.
Secondo Sandro Bondi vi è infatti un "clima pregiudizialmente ostile alla mia persona", forse proprio a causa del suo passaggio a Forza Italia, che però è giustificabile, scrive, dal fatto che allora vi era l"'impossibilità di una evoluzione socialdemocratica del Pci".

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