le notizie che fanno testo, dal 2010

Guzzanti, c'è diffamazione. Carfagna: intercettazioni non esitono

Sabina Guzzanti è stata condannata per aver diffamato Mara Carfagna nel corso dello spettacolo del 2008 "No Cav Day", e costretta a risarcire l'ex ministro con 40mila euro. Mara Carfagna sottolinea: la sentenza dimostra che "le intercettazioni di cui si parlava non esistono".

Sabina Guzzanti, nel corso del suo spettacolo del 2008 a Piazza Navona, intitolato "No Cav Day", aveva preso di mira anche Mara Carfagna, alludendo (eufemisticamente) a presunti rapporti che sarebbero intercorsi tra l'allora ministro per le Pari Opportunità e Silvio Berlusconi, poiché in quel periodo giravano voci di presunte intercettazioni calienti tra i due. Mara Carfagna ha quindi presentato una querela per diffamzione nei confronti della comica, e il giudice ha condannato Sabina Guzzanti a risarcire l'ex ministro con 40mila euro "in relazione alla gravità dell'offesa e della diffusione pubblica della medesima" e per "aggressione gratuita a personaggio pubblico". Sul suo blog Sabina Guzzanti titola "ho avuto torto" specificando che "non è un titolo sarcastico è la verità", ripercorrendo la vicenda di 4 anni fa e sottolineando che all'epoca "non erano ancora usciti gli scandali, non si sapeva ancora nemmeno di Noemi Letizia, ma la Carfagna ministro mi era sembrata uno sfregio". Sabina Guzzanti non manca però di "contestare che se è vero che è un'offesa quella da me proferita, è pur vero che è di molto più offensivo quello che gli italiani e le italiane in particolare, hanno subito con la nomina della Carfagna a ministro delle Pari Opportunità" aggiungendo che questi 40mila euro sono una sorta di "donazione per tutti quelli che non hanno potuto parlare, modestissimo ma sincero risarcimento per l'umiliazione subita". Contattata al telefono da Repubblica Tv, Mara Carfagna precisa invece che questa "è una sentenza che si commenta da sola" limitandosi "solo a dire che la sentenza ha stabilito due principi fondamentali: il primo è che le intercettazioni di cui si parlava non esistono, e secondo che la satira non può comunque dileggiare l'onore e la reputazione di un personaggio pubblico".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: