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SLA: speranza da cellule staminali cerebrali di feti umani

Test positivi, con miglioramenti neurologici evidenti in alcuni pazienti nella Fase I della sperimentazione del prof. Angelo Vescovi sul trattamento dei pazienti di SLA tramite trapianto nel midollo spinale cervicale di cellule staminali cerebrali da feti umani, ma deceduti per cause naturali.

La ricerca sulla SLA (ovvero sclerosi laterale amiotrofica) conosciuta anche come morbo di Lou Gehrig (giocatore di Baseball che si ammalò di SLA e ne fu la prima vittima eccellente) va avanti su diversi filoni per scoprire sia le cause di questa malattia, sia come fermarla e possibilmente guarirla. La SLA, patologia che colpisce i motoneuroni, secondo gli esperti avrebbe infatti cause (o concause) genetiche ed ambientali. Non si possono infatti ignorare i "bioaccumuli" di metalli tossici nelle urine (alluminio, stagno, piombo, zinco, cadmio, cesio, uranio, etc.) riscontrati ad esempio nei malati di SLA in Sardegna (dove nel Medio Campidano c'è una incidenza preoccupante di casi, si veda il video del TG di Sardegna UNO a cura di Pier Sandro Pillonca); come non si possono dimenticare le notizie che parlavano di colpevole genetico della malattia (leggi il nostro SLA, trovato il colpevole: è il gene c9orf72. E' una 'svolta storica'). Per tutti questi spunti di ricerca la SLA rimane a tutt'oggi una patologia molto complessa, anche nella sua eziologia, e non stupisce come una via promettente possa essere quella che oggi è considerata una sorta di "panacea" di tutti i mali, ovvero il trattamento con le cellule staminali. E' notizia di questi giorni, aspettando il 29 settembre quando ci sarà la presentazione ufficiale dei risultati, il successo della Fase I del trial clinico sulla sclerosi laterale amiotrofica con trapianto di cellule staminali cerebrali umane.

La sperimentazione condotta dall'equipe guidata dal professor Angelo Vescovi, in collaborazione con la Dr.ssa Letizia Mazzini e del Dr. Sandro Carletti, portata avant dall'Associazione Revert Onlus e l'IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, con Fondazione Cellule Staminali di Terni, consiste infatti nel trattare dei pazienti di SLA con un trapianto nel midollo spinale cervicale di cellule staminali cerebrali. Sino ad ora sono stati trattati 18 pazienti, l'ultimo dei quali era stato operato agli inizi del giugno scorso. Il monitoraggio dei 18 pazienti conclude la Fase I, quella che cioè serve per testare la sicurezza del trattamento. La notizia confortante è che in 3 pazienti il trattamento con le cellule staminali ha mostrato dei benefici a livello neurologico. Sarà la Fase II con un protocollo sperimentale e un arruolamento di pazienti più ampio (tra i 60 e i 90) a far comprendere ai ricercatori come dosare meglio le cellule staminali e indagare sulle effettive ricadute terapeutiche del metodo.

Ma da dove vengono le cellule staminali impiantate nei pazienti? Le cellule, come spiega la Onlus Revert che segue la sperimentazione "impiega cellule staminali cerebrali scevre da qualunque problematica etica, poiché provenienti da un tessuto cerebrale prelevato da feti deceduti per cause naturali, utilizzando una procedura analoga a quella della donazione volontaria di organi negli individui adulti". Interessante anche capire come avviene l'impianto delle cellule staminali nei malati di SLA, attraverso una tecnica tutta italiana sperimentata dal Prof. Angelo Vescovi nel 1996 (il prof. Vescovi è il presidente del Comitato Scientifico di Revert). Spiega l'associazione dal suo sito che "nell'ambito del trial clinico di Fase I (...) con pazienti affetti da SLA, le cellule staminali sono state trapiantate in prossimità delle cellule nervose chiamate motoneuroni, che nella SLA muoiono gradualmente, paralizzando progressivamente i muscoli, fino a causare la morte del paziente". "I pazienti vengono sottoposti ad una procedura di laminectomia - continua Revert - che permette di esporre il midollo spinale e l'infusione di cellule avviene direttamente a livello del midollo. Il trapianto viene effettuato con l'utilizzo di un apposito strumento microchirurgico che permette di raggiungere con estrema precisione le corna ventrali in tutta sicurezza. L'infusione vera e propria, invece, avviene con l'utilizzo di un microiniettore che permette di iniettare volumi estremamente piccoli. Ogni paziente riceve infatti tre o sei iniezioni di cellule ciascuna di un volume di 15 millesimi di millilitro, che contiene in totale poco meno di due milioni e mezzo di cellule staminali cerebrali".

E' quindi grande l'attesa per martedì 29 settembre a Roma (ore 10.00/13.30 Aula Pio XI - Palazzo San Calisto) per la presentazione "dei risultati della Fase I del trial clinico sulla sclerosi laterale amiotrofica (SLA) con trapianto di cellule staminali cerebrali umane". L'hashtag di ordinanza sarà #slaobiettivovita.

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