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UE proroga sanzioni contro Russia. L'ingerenza USA crea corsa agli armamenti?

L'Unione europea ha esteso e prorogato (fino al 31 gennaio 2016) le sanzioni contro la Russia, accusata di ingerenza nel conflitto in Ucraina. Giulietto Chiesa, giornalista ed ex membro del Parlamento europeo, sostiene che la decisione dell'UE è il risultato della "molto dura e molto potente pressione" esercitata dagli Stati Uniti. Ma l'ingerenza degli USA rischia di riaprire la corsa agli armamenti, con l'Europa che si ritroverebbe letteramente nel mezzo di un conflietto mondiale.

L'Unione europea ha esteso e prorogato (fino al 31 gennaio 2016) le sanzioni contro la Russia, accusata di ingerenza nel conflitto in Ucraina. L'occidente ha iniziato ad applicare sanzioni contro la Russia dal marzo 2014. Dura la condanna di Giulietto Chiesa, giornalista ed ex membro del Parlamento europeo, che evidenzia come l'UE si stia "comportando come un vassallo agli ordini degli Stati Uniti". In una intervista a Sputnik, Giulietto Chiesa precisa infatti che le sanzioni inflitte alla Russia "produrranno prima gravi difficoltà ai paesi europei" con perdite pari a circa "100 miliardi dollari in un anno e 2 milioni di posti di lavoro persi". Giulietto Chiesa sottolinea quindi che "i leader europei non sono liberi, non possono agire liberamente e non sono liberi di prendere decisioni nel loro interesse" e di quello della comunità UE, dicendosi convinto che la decisione di estendere le sanzioni, anche se presa all'unanimità, è il risultato della "molto dura e molto potente pressione" esercitata dagli Stati Uniti. Tale ingerenza da parte degli Stati Uniti, spiega Chiesa, crea inoltre una situazione che porta l'Europa a "non poter agire in modo indipendente e per la sua sicurezza". Giulietto Chiesa fa notare inoltre che a volere che la Grecia rimanga nell'euro sono infatti, soprattutto, gli Stati Uniti che temono che Atene se andrà in default possa diventare un'alleata della Russia.

Concorde con Giulietto Chiesa sembra essere anche Stefan Schennach, deputato austriaco e membro dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (organizzazione internazionale dedicata alla difesa dei diritti umani) la quale sovrintende la Corte europea dei diritti dell'uomo. Schennach sottolinea infatti come l'Unione europea stia "adottando solo sanzioni" per risolvere la crisi in Ucraina, aggiungendo che queste in realtà creano solo "interminabili conflitti congelati". Ma l'ingerenza degli Stati Uniti in Europa non sembra essere solo di carattere economico. La NATO, infatti, ha annunciato di voler aumentare le sue forze militari in Europa orientale, decisione che ha provocato una reazione di Mosca che ha annunciato di voler implementare l'esercito russo con ulteriori 40 missili balistici intercontinentali. Tutto ciò sta suscitando una serie di preoccupazione in Europa, che si ritroverebbe letteralmente nel mezzo di un conflitto mondiale se non ci sarà un abbassamento della tensione tra Stati Uniti e Russia. Il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha descritto tale escalation come "vecchi riflessi della guerra fredda", anche perché la corsa agli armamenti sembra essere appena iniziata. La NATO, infatti, vorrebbe piazzare sul territorio europeo anche un maggior numero di armi a testata nucleare. In Italia, ufficialmente, ci sarebbero almeno 50 testate nucleari nella base aerea di Aviano e fino a 40 testate in quella di Ghedi. Il ministro degli Esteri britannico, Philip Hammond, ha già annunciato che non esclude la possibilità di installare testate nucleari americane sul territorio del Regno Unito, ammettendo però che non è intenzionato a "fare provocazioni inutili".

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