le notizie che fanno testo, dal 2010

Turchia abbatte jet russo. Putin: NATO è al servizio dell'ISIS?

Per la prima volta dal 1950 viene abbattuto ufficialmente da un paese membro della NATO un aereo militare russo. La Turchia accusa infatti la Russia di aver invaso il suo spazio aereo ed abbatte un jet russo. Il Cremlino smentisce e ribadisce che volava nei cieli siriani. Vladimir Putin dichiara che "è stata una pugnalata nella schiena della Russia" e si domanda: "Questo significa che vogliono una NATO al servizio dello Stato Islamico?".

Gravissimo incidente al confine tra Siria e Turchia. Un jet da combattimento russo Sukhoi Su-24 è infatti stato abbattuto dall'Aeronautica Militare turca. La Turchia sostiene che l'aereo aveva sconfinato mentre la Russia afferma che è stato abbattuto mentre sorvolava i cieli siriani. "Il bombardiere russo è stato abbattuto sopra la Siria da un missile aria-aria sparato da un F-16 turco, quando si trovava ad un'altitudine di 6.000 metri e ad una distanza di 1 km dal confine con la Turchia" precisa infatti Vladimir Putin. "E' stata una pugnalata nella schiena della Russia" inflitta dai "complici dei terroristi" dichiara quindi Putin a margine di un incontro con il re di Giordania Abdullah II, con il New York Times che descrive il presidente russo "visibilmente arrabbiato". I due piloti del jet russo sono riusciti a lanciarsi dall'aereo prima dell'esplosione ma mentre scendevano sono stati sparati dai ribelli anti Assad. Uno dei piloti è morto e un portavoce dei ribelli ha riferito che prenderebbero in considerazione la consegna del corpo in cambio di prigionieri detenuti dal regime siriano. Non si conosce ancora il destino del secondo pilota. Due elicotteri russi si sono inoltre alzati in volo per tentare una missione di salvataggio ma la Reuters riporta che i ribelli siriani ne hanno colpito uno, costringendolo a fare un atterraggio di emergenza nella provincia di Latakia (Laodicea).

Un funzionario della difesa degli Stati Uniti ha rivelato a Fox News che tracce radar convaliderebbero le affermazioni della Turchia, e cioè che il velivolo è entrato nel suo spazio aereo rifiutandosi di lasciarlo nonostante i ripetuti avvertimenti. In un comunicato i militari turchi hanno precisato che il jet russo è stato abbattuto sopra la città di Yayladagi, nella provincia di Hatay dopo che i piloti erano stati messi in guardia per 10 volte nel giro di 5 minuti. Una versione nettamente smentita dal Cremlino. Il Ministero della Difesa russo conferma che l'aereo volava nei cieli siriani mentre Vladimir Putin chiarisce: "I nostri piloti e il jet non rappresentavano alcuna minaccia per la Repubblica Turca. Questo è ovvio. Stavano conducendo un'operazione contro l'ISIS". Putin ha quindi aggiunto che non potrà "mai tollerare crimini come quello di oggi" avvertendo che "questo tragico evento avrà gravi conseguenze nelle relazioni russo-turche". "Non ho idea di chi aveva bisogno di quanto è successo oggi" riflette Putin, ricordando inoltre come da tempo la Russia è consapevole del fatto la Turchia fornisce petrolio ai territori della Siria occupati dai terroristi, dando così un sostegno finanziario concreto agli estremisti.

Rami Abdurrahman, che dirige l'Osservatorio siriano dei diritti umani con sede nel Regno Unito precisa che l'aereo russo si è schiantato nella regione turkmena nella provincia costiera di Latakia. Negli ultimi giorni la regione è stata sottoposta a una offensiva delle forze governative siriane sotto la copertura degli attacchi aerei russi, spiega l'Osservatorio. La zona è controllata da diversi gruppi di insorti, tra cui il ramo di Al Qaeda in Siria, il Fronte al-Nusra, e la seconda Divisione costiera che si compone di combattenti turkmeni locali. Proprio lo scorso venerdì, il Ministero degli Esteri turco aveva convocato l'ambasciatore russo chiedendo di cessare le operazioni nei villaggi turkmeni. In quell'occasione l'ambasciatore Andrey Karlov era stato avvertito che i bombardamenti russi, se protratti, avrebbero potuto portare a gravi conseguenze.

Dopo le precedenti accuse di intrusione russa nello spazio aereo turco, il Comando Europeo degli Stati Uniti lo scorso 6 novembre ha spostato sei F-15 stelle e strisce dalla loro base in Gran Bretagna alla base aerea di Incirlik in Turchia, per aiutare il Paese membro della NATO a proteggere i suoi cieli. Il Comando Europeo ha spiegato infatti che la distribuzione degli F-15 è stata decisa "in risposta ad una domanda di aiuto da parte della Turchia affinché fosse garantita la sovranità dello spazio aereo turco". Già nel mese di ottobre, l'organo di governo della NATO, il Consiglio Nord Atlantico, aveva avvertito Mosca che avrebbe corso un "estremo pericolo" nell'inviare aerei da guerra nello spazio aereo turco. La Reuters fa notare come sia la prima volta dal 1950 che un aereo militare russo o sovietico è stato abbattuto ufficialmente da un paese della NATO. Ed infatti, subito dopo l'abbattimento la NATO ha convocato una riunione d'emergenza sull'incidente mentre il primo ministro turco Ahmet Davutoglu ha anticipato che avrebbe avviato "iniziative" in seno alla NATO e le Nazioni Unite. Fatto questo che ha lasciato ancor più esterrefatto Vladimir Putin che sottolinea come la Turchia invece di stabilire immediatamente contatti con la Russia dopo l'incidente al bombardiere "ha chiesto ai suoi partner della NATO di discutere di questo problema". "Sembra come se avessimo abbattuto noi un aereo turco e non viceversa" evidenzia Putin, domandando infine: "Quindi, questo significa che vogliono una NATO al servizio dello Stato Islamico?".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: