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Strage di Odessa, Russia: USA e UE giustificano omicidi, sporchi di sangue

Il portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov, afferma che USA e UE stanno cercando di "giustificare l'elevato numero di omicidi che si stanno verificando" in Ucraina orientale, sostenendo che l'Occidente ha non solo "la piena responsabilità per la strage di Odessa" ma che ha "le braccia insanguinate fino ai gomiti". La Russia avverte quindi che ora "è impossibile convincere la popolazione della regione ad abbandonare le armi".

"Il governo di Kiev e dei suoi alleati occidentali hanno la piena responsabilità per il recente massacro in Ucraina", ad Odessa, dove 39 attivisti anti-governativi sono morti in un incendio all'interno dell'edificio della Trade Unions House, dato alle fiamme da un gruppo di radicali pro-Kiev. Ad affermarlo è il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, Dmitry Peskov, che sottolinea come ormai sia impossibile convincere la popolazione della regione ad abbandonare le armi, perché sentono le loro vite in pericolo. Commentando la strage di Odessa, Peskov chiarisce che parla a nome di Vladimir Putin quando sostiene che "le autorità di Kiev e l'Occidente hanno non solo la responsabilità diretta, ma sono complici in queste attività criminali. - aggiungendo - Le loro braccia sono insanguinate fino ai gomiti". Peskov sottolinea: "Hanno permesso ad estremisti e radicali di bruciare vive persone disarmate. Ribadisco che queste persone erano disarmate". Peskov evidenzia quindi come da Washington e dai Paesi europei non ci sia stata una dura condanna alla strage di Odessa, e commentando la speciale operazione in corso nella parte orientale dell'Ucraina da parte del governo ad interim di Kiev afferma: "E' la più alta manifestazione di cinismo. Le persone che giustificano questa operazione punitiva sono le stesse che non hanno permesso al legittimo presidente dell'Ucraina, Viktor Yanukovich, di portare ordine nel Paese", durante le protesta di piazza Maidan. Il presidente Barack Obama ha infatti definito quella di Kiev "una mossa per ristabilire l'ordine", mentre il capo della politica estera dell'UE Catherine Ashton avrebbe sostenuto che "il monopolio dello Stato all'uso legittimo della violenza deve essere rispettato". Peskov considera la dichiarazione della Ashton come "mostruosa" , mentre evidenzia come "i colleghi in Occidente stiano fondamentalmente cercando di giustificare l'elevato numero di omicidi che si stanno verificando" in Ucraina orientale.

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