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Russia: USA pianificò con Turchia abbattimento jet? Missili antiaerei russi in Siria

La Russia ipotizza che l'abbattimento del jet russo Su-24 da parte della Turchia al confine con la Siria possa essere stato "un atto premeditato", forse anche pianificato e coordinato con gli Stati Uniti, come afferma Alexei Pushkov, il presidente del comitato internazionale della Duma. In risposta, la Russia distribuirà una serie di missili antiaerei in Siria. Inoltre, Mosca annuncia un rafforzamento sul controllo delle forniture di prodotti e alimenti agricoli provenienti dalla Turchia.

L'abbattimento del jet russo Su-24 da parte di Ankara al confine con la Siria avrà "certamente un impatto negativo nelle relazioni bilaterali tra Russia e Turchia" perché è stato "un atto provocatorio" precisa Vladimir Chizhov, inviato russo dell'UE. Anche se Ankara ha pubblicato un audio che intende dimostrare che l'aviazione turca ha avvertito il pilota russo di allontanarsi dal confine, sia la Russia che il Syrian Air Defense Command hanno confermato che il Su-24 è stato abbattuto nello spazio aereo siriano. Chizhov sottolinea comunque che se anche il jet russo avesse invaso lo spazio aereo turco tutto sarebbe durato per pochi secondi, troppo pochi per la Turchia per sentirsi minacciata ed abbattere l'aereo come reazione. Questi dati confermerebbero quindi l'azione deliberata e forse anche pianificata e coordinata con gli Stati Uniti, come afferma Alexei Pushkov, il presidente del comitato internazionale della Duma. Pushkov sottolinea infatti che ciò può essere ipotizzato perché il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg invece che condannare l'abbattimento hanno sostenuto semplicemente che la Turchia ha il diritto di proteggere la sua sovranità. "Dubito che la Turchia (prima del lancio del missile, ndr) abbia contattato Washington e Washington abbia dato il via libera all'operazione, ma penso che probabilmente tale reazione da parte di Ankara era stata vagliata in linea di principio" precisa Pushkov.

Anche il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha precisato che Russia ha "seri dubbi" sul fatto che l'abbattimento dell'aereo da parte della Turchia non sia stato "un atto premeditato". L'inviato russo dell'UE conferma quindi che "le operazioni militari della Russia in Siria saranno maggiormente protette". Ed infatti, Mosca annuncia che distribuirà una serie di missili antiaerei in Siria. Il ministro della Difesa russo Sergey Shoygu annuncia che sarà installato il sistema di difesa missilistica terra-aria S-400 Triumph nella base aerea di Himym vicino Latakia, sulla costa mediterranea della Siria. I missili avrebbero una gittata di 250 chilometri, ben superiore a quanto servirebbe per raggiungere la Turchia che da quella zona dista appena 45 chilometri. Sembra inoltre che la Russia stia spostando l'incrociatore lanciamissili Moskva armato con i sistemi missilistici terra-aria S-300. Finora l'incrociatore Moskva era discolocato nel porto di Tartus, sempre Siria. Inoltre, il ministero della Difesa russo ha annunciato che tutti i bombardieri durante le operazioni saranno scortati da caccia russi.

Dopo l'abbattimento del jet il presidente russo Vladimir Putin si era chiesto "chi avesse bisogno" di questo. Una prima risposta l'ha fornita all'agenzia di stampa russa Sputnik Kani Xulam, il capo dell'American Kurdish Information Network, il quale sostiene che la Turchia potrebbe aver abbattuto il Su-24 per interrompere il processo di risoluzione in Siria, iniziato con i negoziati a Vienna, accusando il presidente Recep Tayyip Erdogan di cercare di mantenere la guerra in corso fino a quando i gruppi estremisti come quelli del Fronte al-Nusra non avranno riempito il vuoto di potere. Putin aveva anche affermato che l'abbattimento dell'aereo "è stata una pugnalata nella schiena della Russia" inflitta dai "complici dei terroristi". Erdogan respinge tali accuse spiegando che nell'area in cui stava sorvolando il bombardiere russo "non c'è nessun obiettivo del Daesh (Stato Islamico, ndr)". In quella regione, infatti, vive la minoranza turkmena protetta dal governo turco. Venerdì 20 novembre il Ministero degli Esteri turco aveva convocato l'ambasciatore russo chiedendo di cessare le operazioni nei villaggi turkmeni le quali, altrimenti, avrebbero potuto portare a gravi conseguenze. Quattro giorni dopo, il Su-24 è stato abbattuto.

Ma le ripercussioni non sono solo in ambito militare. Lyubov Glebova, capo dell'agenzia del governo federale russo Rossotrudnichestvo, ha annunciato per esempio che il forum russo-turco di dicembre in programma a San Pietroburgo potrebbe essere a rischio cancellazione. Successivamente il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha ammesso che ci sono "dubbi sulla possibilità di organizzare l'evento" precisando però che "non è stato ancora formalmente cancellato". A Bloomberg TV, invece, Andrej Kostin, amministratore delegato della banca russa VTB, ha ammesso che l'abbattimento del jet russo influenzerà negativamente anche il commercio bilaterale e la cooperazione economica.

Proprio in queste ore "il governo russo ha autorizzato la Rosselkhoznadzor (l'agenzia federale di vigilanza sui prodotti agricoli, ndr) a rafforzare il controllo sulle forniture di prodotti e alimenti agricoli provenienti dalla Turchia nonché organizzare ulteriori controlli alla frontiera e nei siti produttivi in Turchia" come annuncia il ministro dell'Agricoltura Alexander Tkachev. Ufficialmente la decisione è stato presa perché "circa il 15% dei prodotti agricoli turchi non soddisfano gli standard russi" ma è difficile non notare la tempistica del provvedimento. La Russia precisa comunque che non ci sarà nessun embargo sugli alimenti provenienti dalla Turchia, il che provocherebbe ad Ankara un mancato introito di quasi 2 miliardi di dollari.

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