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Glazyev: sanzioni a Mosca? Ma se Russia è un creditore degli Stati Uniti

Gli Stati Uniti insistono nel voler applicare alla Russia sanzioni economiche. Un consigliere di Vladimir Putin, Sergei Glazyev, sottolinea che "gli americani stanno l'UE in una guerra economica e commerciale con Mosca" ed avverte che "la maggior parte delle sanzioni contro la Russia porteranno danni solo agli Stati Uniti".

Gli Stati Uniti insistono nel voler applicare delle sanzioni economiche alla Russia per il suo atteggiamento nella crisi Ucraina, le quali potrebbero essere prese entro questa settimana. Per tutta risposta, Sergei Glazyev, un consigliere del presidente russo Vladimir Putin, ha sottolineato oggi che sarebbero proprio gli USA i primi a soffrire in caso di un regime di sanzioni. "Gli americani stanno minacciando la Russia con sanzioni e tirando l'UE in una guerra economica e commerciale con Mosca" afferma Sergei Glazyev, come riporta l'agenzia di stampa Ria Novosti. Il consigliere di Putin quindi precisa: "La maggior parte delle sanzioni contro la Russia porteranno però danni agli Stati Uniti, perché la Russia non dipende in alcun modo dalle relazioni commerciali con gli Stati Uniti". Anzi, Sergei Glazyev ricorda invece che la Russia è un creditore degli Stati Uniti. "La Russia ha una discreta quantità di buoni del Tesoro - più di 200 miliardi dollari - e se gli Stati Uniti osano congelare i conti delle imprese e dei cittadini russi, non potremmo più vedere l'America come un partner affidabile. - ha aggiunto il cosigliere di Vladimir Putin - Incoraggiareremmo quindi tutti a vendere i buoni del Tesoro degli Stati Uniti, ci sbarazzeremmo del dollaro in quanto moneta inaffidabile e lasciareremo il mercato statunitense". Su un totale di 5.800 miliardi dollari di debito americano detenuto in mani straniere, gli investimenti russi in obbligazioni governative USA ammontano a circa 139 miliardi dollari, ricorda Ria Novosti. Dopo le scottanti dichiarazioni, il Cremlino si è però affrettato a prendere le distanze da Sergei Glazyev, chiarendo che le sue osservazioni riflettevano solo una posizione personale e non parlava da consigliere presidenziale.

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