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Ruby "in un contesto in cui si consumavano atti sessuali a pagamento"

Il processo Ruby è iniziato, dove Silvio Berlusconi è imputato per concussione e prostituzione minorile, e nell'ultima udienza sono stati sentiti funzionari della polizia che hanno ricostruito le indagini.

Alla fine a far "cadere" Silvio Berlusconi non è stato il Rubygate ma lo spread, il cui impressionante innalzamento è risultato alla fine, per gli italiani, molto più scandaloso di qualsiasi presunto festino organizzato ad Arcore. Anche per questo, il processo che vede l'ex premier imputato per concussione e prostituzione minorile è iniziato un po' in sordina, complice forse anche il fatto che in Aula non sono permesse riprese audio-video. Al banco dei testimoni il capo della polizia giudiziaria Marco Ciacci e il vice questore aggiunto della polizia giudiziaria Giorgio Bertoli, poiché l'ultima udienza svoltasi presso il Tribunale di Milano era dedicata alla ricostruzione tecnica dell'indagine. In aula non era presente Silvio Berlusconi, come però già anticipato dai suoi legali. "Emergono dall'inchiesta - spiega Marco Ciacci - elementi convergenti che collocano la ragazza, Ruby (Karima el Mahroug, ndr), in un contesto di eventi e cene in cui si consumavano atti sessuali a pagamento", tra cui dichiarazioni di testimoni, intercettazioni, appunti su agende. La partecipazione della giovane marocchina alle feste di Arcore, continua il poliziotto, sarebbe inoltre "ricostruita con le intercettazioni e da molteplici conversazioni telefoniche, tra cui una di Ruby con Luca Risso (il suo fidanzato) del 6 ottobre 2010". Rispondendo ad una domanda del pm Antonio Sangermano, Ciacci ha precisato che la ragazza, all'epoca degli "eventi", "era minorenne", mentre alla difesa spiega che le indagini sui presunti rapporti sessuali tra Ruby Rubacuori e Silvio Berlusconi sono iniziate dopo le dichiarazioni a verbale rese da Caterina P., l'ex coinquilina della giovane marocchina che la denunciò per un furto di 3000 euro, e quelle di Giuseppe V., un imprenditore titolare di un bar. Marco Ciacci ha anche precisato che dopo la notte del 27 e 28 maggio 2010, quando Ruby Rubacuori venne rilasciata e affidata a Nicole Minetti, la "presidenza del Consiglio" non intervenne più, anche se la ragazza fu fermata altre volte, il 5, il 13 e il 27 giugno 2010. Ad "interessarsi" di Ruby, da giugno, ricorda sempre il poliziotto, fu Lele Mora, che infatti, come è noto, provò anche a chiedere l'affidamento della giovane. Per la difesa di Silvio Berlusconi, il fatto che "la presidenza del Consiglio" non si interessò più di Ruby confermerebbe che a maggio il premier era veramente convinto che Ruby fosse la nipote dell'ex rais egiziano Hosni Mubarak. Il secondo teste Giorgio Bertoli racconta invece di fotografie e di chat rinvenute sui cellullari e sui computer di alcune ragazze solite frequentare le feste di Arcore, ma anche di ipotesi di passaggi di denaro. "E' emerso - spiega Bertoli - dai sequestri e dalle perquisizioni svolte negli appartamenti di alcune ospiti di via Olgettina". Il vice questore racconta infatti che nell'agenda sequestrata ad Iris Berardi, la giovane brasiliana avesse alcune volte appuntato cifre in euro incassate nei primi sei mesi del 2010, e in tre occasioni la Berardi scriverebbe il nome "Papi" vicino alla cifra di 2000 euro. Sembra che "le date dei versamenti coincidono con la presenza della Berardi nella residenza di Silvio Berlusconi ad Arcore" (la Stampa - La Repubblica http://is.gd/8XhYMa - http://is.gd/cdO0vy). Bertoli racconterebbe anche di uno scambio di chat dove si evincerebbe la "professione" di Iris Berardi. In una intercettazione la ragazza, parlando con due interlocutori avrebbe detto, per esempio: "Lo sai che non amo dormire con i clienti" e "non farò sempre questa vita". Il vice questore conferma anche il rinvenimento di alcune fotografie, sui cellulari di Ioan Visan e di Aris Espinoza, e "messe in connessione con l'inchiesta, perché dalle testimonianze e dalle intercettazioni telefoniche è emerso che nel corso degli eventi di Arcore ci fossero effusioni tra donne". In queste foto, infatti, alcune ragazze sarebbero state immortalate, oltre che travestite con succinti abiti da Babbo Natale (Iris Berardi) e da poliziotte con tanto di manette (Barbara Guerra), anche in scene di "effusioni reciproche". La difesa ha però immediatamente contestato il fatto che in merito a queste fotografie non è possibile risalire né alla data in cui sono state scattate le immagini né al luogo dove sono state fatte. "A parte quelle della Guerra, le altre foto non erano né databili né collocabili", ha infatti risposto il funzionario di polizia Giorgio Bertoli ad una domanda del legale di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini. In questo caso Bertoli fa riferimento al sequestro di 9 foto trovate nel computer di Barbara Guerra, che ritraggono un letto disfatto in una stanza dove sono appese foto di Silvio Berlusconi da giovane. Queste 9 foto sarebbero state scattate il 24 ottobre 2010 alle 4:51 del mattino, precisa il vice questore, ad Arcore. Sembra inoltre che sia stata analizzata in aula anche una conversazione tra Iris Berardi e un suo interlocutore, datata il 23 novembre 2010, dove si parlerebbe esplicitamente di "bunga bunga" (Asca http://is.gd/VIW3NA). Niccolò Ghedini ha comunque giudicato l'udienza "molto positiva", spiegando: "Se gli elementi di indagine a carico di Berlusconi sono foto di ragazze che si scambiano affettuosità modestissime e se l'unica foto che ha un collegamento con Arcore è la foto di una stanza, speriamo di continuare così". La prossima udienza è stata fissata per il 27 gennaio 2012.

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