le notizie che fanno testo, dal 2010

Ruby: il "bunga bunga" spiegato dalla Procura di Milano

La Procura di Milano ha chiuso le indagini su Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, indagati nel caso Ruby per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile. Nelle carte depositate anche la spiegazione del famoso bunga bunga, che non sembra essere una barzelletta.

La procura di Milano ha inviato l'avviso di chiusura indagini, che dovrebbe preludere le richieste di rinvio a giudizio, dell'inchiesta sul caso Ruby, che vede indagati la consigliera regionale lombarda Pdl Nicole Minetti, l'agente dei Vip Lele Mora e il direttore del Tg4 Emilio Fede, tutti per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile. La procura ipotizza che i reati di cui sono accusati i tre sarebbero stati commessi dall'inizio del 2009 al gennaio 2011, con un inciso nella nota che spiegherebbe che il reato di prostituzione minorile andrebbe dal settembre 2009 al maggio 2010. Come è noto, la posizione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (indagato per prostituzione minorile e concussione) è stata stralciata perché sarà giudicato con rito immediato, e il processo inizierà il prossimo 6 aprile.
Sono state quindi depositate, e rimangono a disposizione delle parti, gli atti d'indagine a sostegno dell'accusa.
Come riportano le agenzie, negli atti vi sarebbe scritto che Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora avrebbero "indotto e favorito l'attività di prostituzione di giovani donne dietro pagamento di corrispettivo in denaro ed altra utilità, presso la residenza di Silvio Berlusconi, ove venivano organizzate all'uopo apposite serate".
Coinvolte in questo presunto giro di prostituzione, oltre a Ruby Rubacuori, altre 32 ragazze maggiorenni. Secondo i pm milanesi, Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti avrebbero "indotto e favorito l'attività di prostituzione svolta dalla minore Karima el Mahroug, la quale compiva atti sessuali con Silvio Berlusconi, dietro pagamento di corrispettivo in denaro ed altre utilità, presso la residenza in Arcore nelle date del 14 febbraio, 20 febbraio, 21 febbraio, 27 febbraio, 28 febbraio, 9 marzo, 4 aprile, 5 aprile, 24 aprile, 25 aprile, 26 aprile, 1 e 2 maggio 2010".
La procura divide poi in tre fasi l'organizzazione delle serate di Arcore.
Stando a quanto riporta la Reuters (http://tinyurl.com/6gv54nn), "Una prima fase prevedeva una cena. Una seconda fase definita 'bunga bunga', che si svolgeva all'interno di un locale adibito a discoteca, dove le partecipanti si esibivano in mascheramenti, spogliarelli e balletti erotici, toccandosi reciprocamente ovvero toccando e facendosi toccare nelle parti intime da Silvio Berlusconi. Una terza fase, a fine serata, consistita nella scelta, da parte di Silvio Berlusconi, di una o più ragazze con cui intrattenersi per la notte in rapporti intimi, persone alle quali venivano erogate somme di denaro e altre utilità ulteriori rispetto a quelle consegnate alle altre partecipanti".
Stando a quanto si leggerebbe sul documento della procura, le ragazze "venivano informate sui corrispettivi e le altre utilità economiche che avrebbero ricevuto a fronte della loro disponibilità sessuale, nonché istruite sulle modalità comportamentali da assumere....".
Per la procura di Milano, Emilio Fede e Lele Mora, avrebbero avuto il compito dell' "individuazione delle giovani donne disposte a prostituirsi presso la residenza di Arcore di Silvio Berlusconi, informandosi personalmente sulle caratteristiche fisiche delle ragazze disponibili e, in taluni casi, valutando di persona, preventivamente, la rispondenza dei requisiti estetici" mentre Nicole Minetti "intermediava la sistematica erogazione di corrispettivi per l'attività di prostituzione svolta, consistiti nella concessione in comodato d'uso... di alcune abitazioni ubicate a Milano Due... nonché in contributi economici... - e inoltre - Organizzava inoltre in alcune occasioni l'accompagnamento da Milano ad Arcore di alcune delle partecipanti alle serate mettendo a disposizione le proprie autovetture".
Secondo il legale di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, però "Le ipotesi di reato contestate dalla procura di Milano a Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora sono totalmente destituite di fondamento ed in insanabile contrasto con la realtà processuale e con le indagini svolte. Mai sono avvenuti i fatti descritti, mai il presidente Berlusconi si è trovato coinvolto in situazioni quali quelle prospettate".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: