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Ruby: da Berlusconi nessun danno. Danno è mediatico. No parte civile

Ruby Rubacuori non si è costituita parte civile perché "non ritiene di avere avuto alcun danno per essere andata qualche volta ad Arcore né per aver frequentato il presidente del Consiglio". L'unico "danno è stato mediatico" spiega il suo avvocato.

Ruby Rubacuori (Karima el Mahroug) ha deciso di non costituirsi parte civile nel processo che la vede come parte lesa. Il legale della giovane marocchina, infatti, spiega che una scelta diversa contrasterebbe "con quello che Karima ha sempre detto, e cioè di non essere mai stata oggetto di atti sessuali da parte del presidente del Consiglio".
"Essere parte civile - continua il suo avvocato Paolo Boccardi - significa chiedere i danni e Karima non ritiene di avere avuto alcun danno per essere andata qualche volta ad Arcore né per aver frequentato il presidente del Consiglio". Durante la prima udienza del processo che prende il nome proprio della giovane, oltre al più internazionale Rubygate, l'avvocato Boccardi spiega che "Karima ha sempre affermato di non essersi mai prostituita mentre questo processo dà per scontato che si sia concessa dietro pagamento" e che questo "contrasta con quello che Karima ha detto ai pm e con quella che è la sua verità".
Secondo il legale di Ruby Rubacuori, infatti l'unico "danno è stato mediatico perchè è stata additata in tutto il mondo come prostituta anche se non ci sono in questo senso dichiarazione di alcuna persona ma solo presunzioni".
Soddisfatto della notizia il legale del premier Piero Longo, che ricorda che "se non c'è parte civile è una cosa positiva perché non ci sono richieste di risarcimento privatistico - concludendo - Non esultiamo, ma siamo contenti".

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